Stesa di camorra contro una casa a Boscoreale: terrore al Piano Napoli

Giovanna Salvati e Vincenzo Lamberti,  

Stesa di camorra contro una casa a Boscoreale: terrore al Piano Napoli

Punta la pistola contro l’ingresso di una delle palazzine nel rione popolare di via Settetermini. Preme il grilletto per diverse volte e poi si da alla fuga in sella ad uno scooter. Ma dopo qualche metro si trova di fronte una macchina dei carabinieri che notando il suo atteggiamento decidono di fermarlo subito. L’uomo si precipita in casa, provando a rifugiarsi in uno degli alloggi popolari ma viene subito raggiunto e bloccato: sotto la cintola ha ancora la pistola, e in casa ad attenderlo ci sono due persone, forse due complici. Quell’uomo non poteva e non doveva stare in strada perché era stato sottoposto a regime di detenzione domiciliare. Comincia così con una sequenza movimentata l’ennesimo pomeriggio ad alta tensione nella Scampia del Vesuviano, nel rione del Piano Napoli a Boscoreale. Una sequenza tutta ancora da ricostruire ma che ha fatto accendere i riflettori, ancora una volta, dei carabinieri della compagnia di Torre Annunziata – coordinati dal tenente Marco Calò- che ieri pomeriggio, durante un normale servizio di controllo nel quartiere di via Settetermini, hanno accertato una stesa. L’ennesima che apre scenari inquietanti in uno dei quartier generali della camorra. Per ora nulla ancora di certo se non quel grilletto puntato verso l’ingresso di uno degli isolati dove vivono i pezzi grossi della camorra e qualcuno invece che con la criminalità centra poco ecco perché per i militari al momento è difficile ricostruire l’episodio. Una pattuglia dei carabinieri di Boscoreale – coordinati dal maresciallo Massimo Serra – si trova nel quartiere. Piove. In strada non c’è nessuno ma da lontano qualcosa rimbomba. E’ il rumore dei colpi. I carabinieri cercano di capire subito quello che sta accadendo, ma non hanno nemmeno il tempo di comprendere da dove arrivi quel suono che a tagliare loro la strada è un Sh nero. In sella c’è un ragazzo che indossa il casco integrale N.D.R. non riescono a bloccarlo subito e ne parte un inseguimento che dura diverti minuti. Si precipita in un’abitazione, è la sua. Qui viene bloccato dai carabinieri e subito sottoposto ad una perquisizione: sotto la cintola ha una pistola. Quell’uomo è già noto alle forze dell’ordine e ha precedenti, ma a peggiorare la sua situazione è il regime a cui era sottoposto. L’uomo non poteva uscire di casa perché ai domiciliari e non poteva nemmeno ricevere visite se non autorizzate dal giudice. Nulla di tutto questo. Ecco perché è stato fermato con l’accusa di detenzione di arma da fuoco. C’ è ora da chiarire però l’obiettivo di quella stesa: perché si è recato sotto la palazzina, voleva solo intimidire e lanciare un messaggio a qualcuno o la sentenza di morte è stata sventata per l’arrivo, imprevisto, dei militari? Per ora interrogativi che restano senza risposta. E’ il terzo raid in pochi giorni: in meno di 48 ore hanno incendiato due autovetture e ora la stesa. Un clima che diventa sempre più teso per una camorra che vuole rialzare la testa e tornare a comandare nonostante le maxi retate dello Stato che hanno decimato clan.

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