Nasce lo stadio “Giancarlo Siani” sui terreni confiscati al boss

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Nasce lo stadio “Giancarlo Siani” sui terreni confiscati al boss

Un campetto di calcio, e un centro sportivo polivalente, nel terreno confiscato al boss della camorra. Il Comune di Pompei, 9 anni dopo la confisca, ha sbloccato l’iter burocratico per l’affidamento in concessione a comunità, associazioni no-profit ed enti culturali, del maxi-terreno di oltre 9mila metri quadri confiscato nel 2011 al feroce boss del clan Cesarano: Ferdinando, alias Nanduccio ‘e Ponte Persica, attualmente detenuto al 41-bis dopo una storia criminale fatta anche di rocambolesche fughe dal carcere ed evasioni. Come quella più eclatante, che il boss mise a segno dall’aula bunker del Tribunale di Salerno in compagnia di Giuseppe Autorino. A giugno del 1998, Nanduccio ‘e Ponte Persica, insieme al coimputato, riuscì infatti a sparire dall’aula bunker, infilandosi in un tunnel che dei complici avevano scavato in precedenza e che spuntava nella sua gabbia. Nanduccio ‘e Ponte Persica, da sempre membro del direttivo della spietata Nuova Famiglia, aveva il suo quartier generale in via Ponte Izzo. E’ proprio qui, al confine tra Pompei e Castellammare di Stabia, che il superboss dei Cesarano possedeva un enorme terreno: 9403 metri quadri prima sequestrati e dopo, era il 20 settembre del 2011, assegnati in lotto unico al Comune di Pompei dall’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata. L’intenzione del Comune di Pompei è sempre stata quella di trasformare l’ex terreno appartenuto al boss in un “parco pubblico per attività ludiche e sportive” intitolato a Giancarlo Siani, il cronista del Mattino ucciso 35 anni fa dalla camorra per le sue inchieste ritenute scomode. Un progetto che, nel 2013, sembrava in dirittura d’arrivo, tant’è che l’allora consiglio comunale di Pompei diede il proprio ok al campetto contro la camorra, approvando una variante al piano regolatore. L’obiettivo dell’amministrazione era quello di diffondere la cultura della legalità attraverso lo sport: un chiaro segnale contro il degrado e la camorra. Il campo polivalente, dotato di copertura, rientrava inoltre nel progetto “Io gioco legale”, promosso dal ministero dell’Interno nell’ambito della programmazione dei fondi Pon sulla sicurezza. Immediatamente dopo la confisca del maxi-terreno fu redatta una prima bozza di progetto, poi sottoposto dal Comune di Pompei all’attenzione della Prefettura di Napoli. Il campetto contro il clan era in procinto di ottenere un finanziamento di circa 479 mila euro. Secondo le intenzioni dell’allora giunta comunale, le discipline sportive che avrebbero dovuto praticarsi nel centro polivalente in via Ponte Izzo erano calcio a cinque, pallavolo, pallacanestro, tennis. Evidentemente, nel corso degli anni, l’iter burocratico per la sua concessione e realizzazione aveva subito rallentamenti e stop. Ora, invece, il simbolico calcio alla camorra è molto più vicino. La concessione durerà 9 anni. Il bando per l’affidamento scadrà il prossimo 2 ottobre.

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