Corsa alle poltrone in giunta a Ercolano: primi nodi tra Pd e Buonajuto

Daniele Gentile,  

Corsa alle poltrone in giunta a Ercolano: primi nodi tra Pd e Buonajuto
Ciro Buonajuto e Luigi Luciani

Ercolano. Il ruolo di vicesindaco, l’incarico di presidente del consiglio comunale e tre assessori in giunta. Neanche il tempo di archiviare il successo elettorale senza precedenti – il sindaco Ciro Buonajuto è stato confermato alla guida della città con una percentuale bulgara dell’80% – e si registra il primo strappo tra i «restauratori» del Pd e il «reuccio» di corso Resina. Al momento, squisitamente numerico. Perché, alla vigilia delle trattative per la nomina della giunta, il baby-Renzi del Vesuviano era stato chiaro: «A ogni tre consiglieri comunali sarà riconosciuto un assessore.

Al Pd spettano tre poltrone nell’esecutivo», la linea tracciata dall’avvocato con la passione per la politica. Una linea immediatamente messa in discussione dagli ex «golpisti» della mozione di sfiducia presentata a maggio e ritirata in meno di 48 ore, pronti a fare «pesare» il risultato portato a casa dai democrat. Se Ciro Buonajuto scrolla le spalle davanti ai primi toto-nomi e rilancia la «palla» nel campo di partiti e liste civiche della coalizione, Luigi Luciani – segretario cittadino dei dem e promotore dell’agguato politico poi finito a tarallucci e vino – conferma le certezze della vigilia, espresse a chiare lettere dal segretario provinciale Marco Sarracino: «Abbiamo lavorato intensamente per centrare tutti l’obiettivo della vittoria al primo turno – conferma il successore di Piero Sabbarese, oggi seduto tra i banchi dell’opposizione insieme a Colomba Formisano – Sì, come da accordi, ricoprirò il ruolo di vicesindaco».

A cui il leader locale dei dem – forte delle 10.400 preferenze raccolte dal Pd – vorrebbe aggiungere la presidenza del consiglio comunale e la bellezza di tre assessorati. Insomma, i «conti» non tornano e non è escluso si possano verificare malumori già nei prossimi giorni. «Non ci siamo ancora seduti ufficialmente al tavolo – spiega il segretario cittadino del Pd – ma posso sicuramente dire che al Partito Democratico saranno assegnati almeno tre posti in giunta. Mentre quello che mi sento di dire, con tutta fermezza è che c’è una forte sinergia con il sindaco Ciro Buonajuto e abbiamo una maggioranza solida e compatta per il bene della città».

Alla domanda di come si ripone così rapidamente un’ascia di guerra, quella della sfiducia presentata appena a maggio  fa proprio dal Pd, Luigi Luciani finge di cadere dalle nuvole : «Non c’era nessuna guerra e non ci sarà in futuro – la teoria del «negazionista» di corso Resina -. Come obiettivo abbiamo quello di attuare il programma elettorale per cui siamo stati votati e lo faremo come una squadra».

Ma la conferma del fatto il cielo non sia completamente sereno all’alba del nuovo mandato di Ciro Buonajuto arriva dalla prima lista di nomi circolata tra i dem per le poltrone della giunta: lista da cui mancherebbero i nomi di Antonietta Garzia, Gennaro Oliviero e Maria Grazia Prillo. Un’anomalia, vista la valanga di voti portati alla causa. Ma fino a un certo punto. Considerato come i tre furono tra i promotori della sfiducia.

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