Le accuse mosse dal sindaco Francesco Ranieri sul patto per il ballottaggio siglato tra Vincenzo Aquino – candidato sindaco ancora in corsa – e Stefano Pagano – terzo al primo turno elettorale – hanno colpito nel segno. Una contestazione capace di ferire nell’orgoglio il leader di Forza Italia che a 24 ore dall’affondo del primo cittadino ribatte colpo su colpo alle accuse arrivate dallo schieramento del primo cittadino uscente. A Terzigno le tensioni per il turno extra da cui verrà fuori il nome del nuovo sindaco si tagliano con il coltello. Due giorni fa Ranieri aveva contestato l’apparentamento, accusando Aquino di essersi «attorniato di tutti coloro che un tempo diceva avessero portato il Comune nel baratro». Oggi Pagano, che quel patto lo ha siglato ufficialmente domenica mattina, risponde a tutte le accuse arrivategli: «Ho letto ed ascolto da qualche video sui social che l’amministrazione ha scelto di non volere il mio appoggio. – dice l’ex sindaco facente funzioni di Terzigno – In realtà sabato sono stato contattato fino a tarda sera, ed ho rifiutato, in quanto mi era stato proposto un accordo non ufficiale, non sui programmi. Potevo accettare ugualmente ed abbracciare quindi una vittoria certa, ma non l’ho fatto. Ho intrapreso la strada più difficile ma, a mio avviso, la più giusta. Ci tengo a precisare che in fase di ballottaggio gli accoppiamenti sono leciti». L’apparentamento di domenica scorsa tra i candidati alla carica di sindaco, arrivati rispettivamente secondo e terzo al primo turno elettorale, rischia di riaprire pericolosamente i giochi a svantaggio proprio di Ranieri che ha accarezzato la vittoria e per soli 70 voti non è riuscito a strappare il mandato bis. Probabilmente anche da qui nasce la dura critica nei confronti del patto Aquino-Pagano di qualche giorno fa. E nel corso del suo intervento Pagano fa un passaggio sul passato, visto che anche il primo cittadino uscente ne aveva fatto accenno nel corso di un videomessaggio attraverso i social, e un invito ad abbassare i toni. «Anche 5 anni fa l’attuale amministrazione al secondo turno si accostò ad un altro candidato sindaco, anche li in maniera non ufficiale. Quindi ora perché puntare il dito? – dice – Inoltre avverto che questa campagna elettorale sta diventando una sorta di gara a chi dice di amare di più il paese. Sono sincero, io credo che tutti abbiamo a cuore il paese, io, Ranieri, Aquino, i consiglieri. Non è un gioco a chi ama di più, è semplicemente avere idee diverse, obiettivi diversi. È una campagna elettorale, non un campo di battaglia».

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