Covid alla scuola Einaudi di San Giuseppe Vesuviano: guerra di nervi tra sindaco e preside

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Covid alla scuola Einaudi di San Giuseppe Vesuviano: guerra di nervi tra sindaco e preside

La scuola è stata chiusa una settimana fa dopoché uno studente è risultato positivo al Coronavirus. A San Giuseppe Vesuviano, dove è stata chiusa la prima scuola della provincia per l’emergenza Covid-19, la tensione è alle stelle. E il caso scoppiato alla ragioneria di via Europa, giorni fa, continua a tenere banco. L’istituto aveva riaperto alle lezioni in presenza il 24 settembre (mentre per gli istituti di primo e secondo grado aperti in città è stato disposto l’inizio dell’anno didattico per il 5 ottobre), ma due giorni dopo un’ordinanza del Comune disponeva la chiusura per un caso di Coronavirus tra gli studenti. Al caos generale scoppiato all’interno della scuola, hanno fatto seguito veleni e polemiche che da giorni si trascinano. Dopo le accuse lanciate giorni fa ai vertici dell’istituto scolastico da parte del sindaco Vincenzo Catapano, che aveva già denunciato «molteplici criticità» suggerendo «l’apertura posticipata». «Sono rimasto inascoltato. Non è tollerabile che qualcuno tenti di sminuire o semplificare i rischi dell’emergenza», aveva detto il primo cittadino subito dopo aver pubblicato l’ordinanza di chiusura del plesso di via Europa. Accuse che devono aver colpito nell’orgoglio il dirigente scolastico, professor Francesco Conte, che si difende e attacca il primo cittadino sangiuseppese. Lo fa attraverso una nota, destinata a scatenare nuove tensioni in città. «Non so se sia legittimo e se rientri nei poteri del sindaco chiudere le scuole in controtendenza rispetto alla linea del Governo Nazionale e per esso del Miur. La chiusura delle scuole è una misura drastica, comportante un’interruzione forzata del pubblico servizio, con conseguente impedimento e ostacolo all’organizzazione dei servizi essenziali, al coordinamento delle attività amministrative e didattiche, in presenza o a distanza, del lavoro agile, nei casi possibili – dice – Le affermazioni del Sindaco di San Giuseppe Vesuviano, qualora dirette a me, sono gratuite, infondate, e anche gravemente offensive». «Ricordo solo di avere avuto telefonate e poi una visita a scuola da parte dell’assessore all’istruzione, che mi chiedeva semplicemente “se vi fossero impedimenti o problemi per il regolare l’avvio del 24 settembre”. Io evidenziai all’assessore come fossero sono state adottate tutte le misure prescritte dal Miur ai fini del corretto l’avvio del nuovo anno scolastico, il tutto nel rispetto delle regole di sicurezza. il nostro caro Sindaco non conosce nè il dirigente scolastico nè l’istituto, eppure ciò è bastato per colpevolizzare il dirigente scolastico e l’organizzazione. È come sparare in un pagliaio. Noi conosciamo i nostri ragazzi, lui li conosce a malapena».

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