Castellammare. Stangata ai boss del Savorito: 11 condanne per 120 anni di carcere

metropolisweb,  

Castellammare. Stangata ai boss del Savorito: 11 condanne per 120 anni di carcere

Vent’anni di cella per i due boss. Condanne dai 3 ai 12 anni per gli altri nove imputati. In tutto quasi un secolo e mezzo di carcere complessivo per accuse che vanno dall’associazione per delinquere di stampo mafioso all’estorsione fino allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Si chiude con questo verdetto il processo, di primo grado con rito abbreviato, agli Imparato, la dinastia criminale del rione Savorito legata a doppio filo al più potente clan D’Alessandro di Castellammare di Stabia. Ieri mattina è arrivata la sentenza. A firmarla il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Napoli. Il gup ha praticamente confermato, in toto, le richieste di condanna formulate dal sostituto procuratore dell’Antimafia Giuseppe Cimmarotta, il pm che ha coordinato l’indagine capace di decapitare l’ala della cosca guidata dagli Imparato.

Le pene più severe sono state inflitte a Salvatore e Michele Imparato, considerati figure chiave dell’indagine. Entrambi sono stati condannati a 20 anni di reclusione. A seguire i 12 anni per Giovanni Longobardi, Gregorio Cesarano e Silvio Onorato. Onorato, difeso dall’avvocato Francesco Schettino, ha ottenuto però il riconoscimento della continuazione con una precedente sentenza e dunque dovrà scontare 8 anni. E ancora 10 anni a testa per Ciro Amodio, Giovanni Di Maio e Francesco Massa. Infine 8 anni per Nicola Capasso e 4 anni di reclusione per Pasquale Cabriglia e 3 anni a Catello D’Auria, entrambi ritenuti figure marginali dell’indagine.

Una sentenza che al di là del peso delle condanne conferma il teorema dell’Antimafia. L’indagine – partita nel 2015 – ha portato la Dda sulle tracce degli affari della famiglia Imparato, meglio noti come i “Paglialoni”. Una famiglia ritenuta il vero braccio operativo, nel campo del traffico di stupefacenti, del clan D’Alessandro. Dall’inchiesta è venuta fuori una tentacolare attività estorsiva. Racket che veniva riscosso sia sotto forma di denaro che di forniture a carico di diversi imprenditori del territorio. Nel corso delle indagini è stata anche smantellata una florida “piazza di spaccio” nel quartiere stabiese del rione Savorito. Una impresa criminale che aveva al suo servizio pusher, custodi e vedette. Spacciatori che controllavano il territorio utilizzando delle bici elettriche.

CRONACA