Torre del Greco, l’ex capo dell’assise sogna il ritorno in Comune. Gli alleati: «Prima si deve scusare»

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, l’ex capo dell’assise sogna il ritorno in Comune. Gli alleati: «Prima si deve scusare»
Felice Gaglione

Torre del Greco. A metà novembre scappò a gambe levate da palazzo Baronale e giustificò le sue dimissioni con una frase sibillina rimasta senza una spiegazione: «Non voglio passare un guaio», disse all’epoca.

A 10 mesi di distanza, invece, Felice Gaglione sembra avere cambiato idea e punta a rientrare in Comune dalla porta della giunta. Preferibilmente con i galloni da vice-sindaco di Giovanni Palomba. Neanche il tempo di archiviare le elezioni – chiuse con il plebiscito di voti grazie a cui Loredana Raia si è confermata consigliere regionale – e l’ex «caponiano» con la tessera del Pd prova a passare all’incasso, trasformando in realtà il piano già preparato a metà luglio.

Quando Felice Gaglione fu costretto a «congelare» le sue ambizioni – in giunta entrò, indicata da Iolanda Mennella e Carmine Gentile, l’operatrice socio-sanitaria Lucia Giordano – e a rinviare l’assalto alla poltrona. Subito tornato d’attualità dopo il voto. Non a caso, l’ex capo dell’assise – durante i «giorni caldi» della discussione in maggioranza sulla variazione di bilancio da 5 milioni di euro – si è rivisto in municipio per incontrare i suoi «riferimenti politici» e per tracciare le basi per il nuovo rimpasto all’interno dell’esecutivo.

La presenza di Felice Gaglione a palazzo Baronale non è passata inosservata agli alleati, non particolarmente «entusiasti» dell’ipotesi-ritorno: «Non ci sono pregiudizi di sorta – le «voci di dentro» della carovana del buongoverno – ma prima di qualsiasi nomina, l’ex presidente del consiglio comunale deve chiarire le ragioni delle sue dimissioni e spiegare il significato delle frasi pronunciate a novembre: bisogna sgomberare il campo da qualsiasi ombra, non si possono lanciare accuse campate in aria per giustificare una fuga. Prima di rientrare in coalizione, si deve scusare con tutti».

Insomma, il clima in maggioranza non è propriamente sereno. E gli animi si potrebbero ulteriormente accendere se il dipendente dell’Asl Napoli 3 Sud dovesse confermare – spinto dai suoi «sponsor» in Regione Campania – la volontà di puntare alla carica di numero due dell’esecutivo cittadino.

Una poltrona oggi occupata dalla «straniera» Luisa Refuto, la delegata alla politiche sociali indicata dal soldato Luigi Caldarola e dal politico-ultrà Pasquale Brancaccio: due ex consiglieri comunali della maggioranza di Ciro Borriello, entrati in varie occasioni – durante il primo anno e mezzo targato Giovanni Palomba – in rotta di collisione con l’ex «caponiano» con la tessera del Pd. E sicuramente non disponibili a cedere a Felice Gaglione la carica di numero due della giunta di palazzo Baronale.

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