Vertenza Auchan. Dramma lavoro a Pompei: 106 famiglie a rischio

Salvatore Piro,  

Vertenza Auchan. Dramma lavoro a Pompei: 106 famiglie a rischio

Dramma lavoro in città, il futuro di 106 famiglie resta in bilico. E’ quanto emerso ieri al termine di un vertice, svoltosi al Comune di Pompei, sull’annosa vertenza Auchan-Conad: una querelle che si trascina ormai da un anno e mezzo e che coinvolge 106 dipendenti ex Auchan, ora Conad, impiegati nella sede dello stabilimento in via Ponte Nuovo. Nonostante i numeri rivelino, da soli, la centralità della questione, la vertenza è “sbarcata” appena ieri per la prima volta nella sede municipale di Palazzo de Fusco, dove il sindaco Carmine Lo Sapio ha incontrato le rappresentanze sindacali aziendali di Cgil, Cisl e Uil. “Un colloquio che è servito a fare il punto della situazione e nel corso del quale il sindaco ha avuto modo di raccogliere le istanze dei dipendenti” si legge in una nota diramata ieri dall’area stampa del Comune. L’intento dell’amministrazione è “quello di chiedere un’intesa con il colosso Conad Margherita affinché vengano mantenuti i livelli occupazionali”. Il 31 luglio del 2019, il colosso della Gdo Conad rilevò 1870 punti vendita gestiti in Italia dai francesi di Auchan. L’operazione, già costata circa un miliardo di euro, prevede 3100 esuberi in Italia e una rimodulazione delle superfici degli ex iper Auchan con un abbattimento da 248 mila a 138 mila metri quadrati. La vertenza occupazionale riguarda da vicino la Campania, dove 4 ex iper Auchan sarebbero stati pronti a esporre il marchio Conad a partire dallo scorso 30 settembre. Ma sul cambio di proprietà incombe la scure dell’Antritrust, che nel marzo scorso, dopo aver aperto un’istruttoria sui possibili effetti anticoncorrenziali derivanti dall’acquisizione del capitale di Auchan Retail da parte di Bdc, la società veicolo controllata da Conad, concluse per la bocciatura della gestione “diretta” a opera di Conad dell’ipermercato di Pompei. L’ex market Auchan in via Ponte Nuovo non potrà quindi esporre l’insegna Conad bensì quella “di un soggetto indipendente e che sia primario operatore del settore attivo a livello nazionale”. Al momento sarebbe il Gruppo VéGé, cooperativa italiana della grande distribuzione organizzata che nel 2019 ha riunito 32 imprese sul territorio, il gruppo favorito per l’acquisizione dei locali di Pompei, dove però solo il 50% della superficie – 1700 mq circa – sarà destinata alla vendita di generi alimentari. La restante parte dovrebbe essere poi ceduta in fitto da Conad ad altri imprenditori. Ma tutto, a Pompei, resta in bilico. La conferma è arrivata anche dal Comune: “Le strategie industriali che il marchio ha intenzione di attuare nella struttura pompeiana sono ancora incerte. Così come confermato dalle Rsa di Cgil, Ugl e Uil, il gruppo Conad non ha ancora ufficialmente comunicato le sorti dello stabilimento, se ha intenzione di avviare un’azione di rilancio, di ridimensionamento o di riconversione delle attività. Dubbi che pesano come un macigno sulla vita di 106 famiglie”. E’ per questo che il sindaco Carmine Lo Sapio ha aggiornato il tavolo di concertazione a giovedì 8 ottobre, quando a Palazzo De Fusco, oltre ai rappresentanti delle Rsa, torneranno anche i referenti regionali di Cgil, Uil e Ugl. La vertenza, in Campania, coinvolge 608 dipendenti.

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