Caos assembramenti, l’appello alla movida del sindaco Capasso

Andrea Ripa,  

Caos assembramenti, l’appello alla movida del sindaco Capasso

Caos assembramenti davanti ai locali e nelle piazze di Ottaviano, nonostante i controlli partiti nei giorni scorsi e le prime multe elevate dai vigili urbani del locale comando di polizia municipale, gli allarmi lanciati dai vertici del Comune non hanno sortito alcun effetto. Anzi, vista l’impennata dei contagi a livello regionale degli ultimi giorni, si è in emergenza piena. Ecco perché da palazzo di città il sindaco, Luca Capasso, ha lanciato un altro appello. Rivolto ai giovani della movida cittadina, ma anche alle famiglie. Il rischio, se le cose non dovessero migliorare, è un nuovo lockdown commerciale. Come capitato nei giorni difficili dell’inizio della pandemia. « Nessuno vuole che le attività commerciali chiudano. Ma è importante avere dei comportamenti consoni, solo così possiamo evitare di giungere alla chiusura dei locali. Lo dobbiamo fare per i commercianti che hanno maggiormente sofferto durante il lockdown», dice in un video. « Dobbiamo essere consapevoli che il virus non è andato via. Dobbiamo prendere un’unica direzione e rispettare le restrizioni, non voglio arrivare a chiudere tutto di nuovo. Oggi c’è poca attenzione e poco buon senso. Bisogna stare lontano dagli assembramenti. Uscire per lavorare va bene, uscire per stare in piazza non va bene. Non voglio demonizzare i giovani, mi rendo conto che è difficile stare in casa. Ma bisogna fare attenzione massima». Ma non è l’unico argomento trattato, perché nel corso della discussione social con i residenti ha affrontato anche il tema dei controlli, da molti ritenuti troppo blandi. «Ci vuole solo l’Esercito, perché non ci sono forze a disposizioni tali da tenere tutti sotto controllo. Ho già scritto in passato a Governo e Regione». E infine la vicenda scuole: « Nuova riunione con l’assessore Virginia Nappo per fare in modo che la situazione sia sempre sotto controllo, sui contagi negli istituti ricordo che c’è un protocollo che va seguito. Invece sento in giro troppe lamentele».

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