Clan Cesarano, chiesti 150 anni di carcere per i boss del racket

Ciro Formisano,  

Clan Cesarano, chiesti 150 anni di carcere per i boss del racket

Pene esemplari per affiliati, esattori e boss. Una maxi-condanna a 30 anni per il padrino di Ponte Persica, Luigi Di Martino, alias ‘o profeta. In tutto oltre un secolo e mezzo di carcere da distribuire agli 11 imputati alla sbarra. E’ il succo delle durissime richieste di condanna formulate, ieri mattina, dal pubblico ministero Giuseppe Cimmarotta, il pm dell’Antimafia che con le sue inchieste, in questi anni, ha decapitato il gotha della camorra stabiese. Richieste pesanti anche tenuto conto del fatto che si tratta di un processo che si celebra con rito abbreviato. Il pm ha comunque chiesto al giudice per le udienze preliminari di condannare tutti gli imputati coinvolti nell’inchiesta “Isaia”, la mega-indagine della finanza che a novembre dello scorso anno ha portato all’arresto di venti persone tra Castellammare, Salerno e Pompei. Le accuse contestate, a vario titolo, sono di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione aggravata e traffico di droga. La posizione più grave è quella di Luigi Di Martino, alias ‘o profeta, boss di Ponte Persica nonché erede del padrino Ferdinando Cesarano. Per Di Martino – recluso al regime del 41-bis al carcere di Milano Opera – l’accusa ha chiesto 30 anni di reclusione: il massimo della pena possibile. A seguire ci sono i 28 anni per Giovanni Cesarano, ritenuto il principale referente nella raccolta capillare delle estorsioni messa in piedi dallo stesso Luigi Di Martino. Il pm ha poi invocato 25 anni di carcere per Aniello Falanga, braccio destro di Cesarano. Falanga, Cesarano e Luigi Di Martino sono già stati condannati, in diversi processi, per estorsione aggravata dal metodo mafioso. A seguire gli 8 anni chiesti per Luigi Di Martino, alias ‘o cifrone, anche lui ritenuto un esponente del sodalizio. A seguire i 12 anni di carcere invocati per Felice Barra, i 10 anni per Francesco Mogavero, gli 8 anni per Carmine Varriale e Claudio Pecoraro, i 9 anni per Vincenzo Amita e Antonio Iezza e i 6 anni richiesti per Adelchi Quaranta. Nelle prossime udienze il collegio difensivo (composto dagli avvocati Dario Vannetiello, Massimo Autieri, Francesco Schettino, Francesco Romano e Antonio Garofalo) proverà a scalfire le accuse della Dda con le discussioni difensive. Entro dicembre dovrebbe anche arrivare la sentenza di primo grado per gli imputati.