Castellammare. Malati d’amianto, stretta sui vampiri degli operai

Tiziano Valle,  

Castellammare. Malati d’amianto, stretta sui vampiri degli operai

Castellammare di Stabia. Si stringe il cerchio sui vampiri che hanno truffato i malati di amianto, intascando decine di migliaia di euro che dovevano essere destinati alle vittime. La settimana scorsa alcune delle persone che hanno denunciato il raggiro sono state ascoltate dagli investigatori che stanno indagando sul caso e hanno ribadito le accuse già formulate qualche mese fa: un avvocato di Napoli e un patronato di Castellammare di Stabia gli hanno fatto firmare mandati in bianco, specificando solo a conciliazione avvenuta che avrebbero trattenuto in alcuni casi fino al trenta per cento del risarcimento spettante alle vittime. Un raggiro da capogiro, da 10-15 mila euro per ogni conciliazione. Le vittime – tutti ex operai di Fincantieri che hanno contratto asbestosi o mesotelioma polmonare a causa dell’esposizione all’amianto nei decenni scorsi – hanno confermato anche che nonostante avessero messo a disposizione il loro Iban per gli accrediti, la somma del risarcimento sarebbe stata interamente versata sul conto corrente dell’avvocato che ha curato la loro pratica. E che quest’ultimo successivamente gli avrebbe firmato un assegno trattenendo la percentuale non pattuita. Per questa vicenda c’è un fascicolo aperto dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata che indaga per truffa aggravata, falso e appropriazione indebita. Il sospetto degli investigatori però è che l’avvocato napoletano e i responsabili del Patronato potrebbero non essere gli unici artefici del raggiro. Insomma l’inchiesta sembra destinata ad allargarsi, anche se gli operai – anche attraverso Metropolis – hanno chiesto un’accelerata. «La malattia che abbiamo contratto potrebbe aggravare le nostre condizioni di salute da un momento all’altro – hanno detto – Rischiamo di morire prima di avere giustizia».