Ercolano, i veleni di corvi e cornacchie sul trionfo-bis di Buonajuto: inchiesta sulle elezioni

Daniele Gentile,  

Ercolano, i veleni di corvi e cornacchie sul trionfo-bis di Buonajuto: inchiesta sulle elezioni

Ercolano. Neanche il tempo di rimettere piede in municipio e già riparte la macchina del fango contro il «sindaco-bulgaro» Ciro Buonajuto. La schiacciante vittoria al primo turno – il baby Renzi del Vesuviano ha portato a casa l’80% delle preferenze degli elettori – non basta a fermare i «corvi» e le «cornacchie» della città degli Scavi. Secondo una serie di denunce anonime arrivate sulla scrivania dei carabinieri di corso Resina, infatti, durante la settimana precedente la corsa alle urne ci sarebbe stato uno scambio di soldi in cambio di voti. In sostanza – secondo le missive al vaglio delle forze dell’ordine – qualche politico a caccia di un posto al sole del Comune avrebbe offerto soldi in cambio di preferenze, offerto lavoro e promesso particolari attenzioni per i quartieri-serbatoio.

La compravendita

Facciamo un po’ di chiarezza sulla vicenda che, al momento, sembra la classica voci di corridoio cavalcata dai delusi del risultato elettorale. C’è una indagine da parte dei carabinieri per verificare se effettivamente qualcuno abbia comprato voti, ma non c’è assolutamente nulla di accertato come trapela dalla tenenza dei carabinieri. Ci sarebbero stato denunce pronte a raccontare di voti venduti a venti euro ma senza nomi specifici. Quindi, i militari dell’Arma sono tenuti a indagare contro ignoti per fare piena luce su questa possibilità. Tuttavia, i fatti sicuri e accertati dalle forze dell’ordine durante la due giorni di votazioni parlano chiaro: zero denunce per foto alle schede elettorali. Ovvero, nessuno sarebbe stato pizzicato a scattare una foto in cabina elettorale per dimostrare, all’eventuale compratore del voto, di avere effettivamente votato dietro compenso. Insomma, al momento l’ipotesi della compravendita di voti appare più come un pettegolezzo che un bruttissimo reato, ma questo lo stabiliranno le indagini.

Il sindaco e l’opposizione

Alla domanda sulla ripresa dalla macchina del fango, il sindaco Ciro Buonajuto non si scompone minimamente. Risponde con tono pacato e fiducioso, sia per un elettorato con saldi principi sia per chi ha partecipato alle elezioni. «Non ne so niente al momento – risponde il primo cittadino – non ho ricevuto nessuna comunicazione ufficiale su questa vicenda. Sono sicuro che sia stato tutto lineare, ho piena fiducia nell’integrità dei cittadini e nelle forza dell’ordine». Anche Piero Sabbarese – l’unico oppositore di Ciro Buonajuto in consiglio comunale, insieme a Colomba Formisano – sulla vicenda non si sbilancia, ma non esclude che ci possa essere qualcosa che non quadra. «Ho saputo di controlli specifici e retate – dice – ma in maniera ufficiale non so di cosa si tratti. Al momento non posso dire che ci sia stato qualcosa di illecito dietro questa elezione, ma so che ci sono indagini».