Migranti in rivolta a Terzigno violano la quarantena. Il titolare: «Situazione ingestibile»

Giovanna Salvati,  

Migranti in rivolta a Terzigno violano la quarantena. Il titolare: «Situazione ingestibile»

L’aumento dei contagiati Covid rappresenta una emergenza che rischia di diventare ingestibile sul territorio vesuviano visto il boom improvviso dei casi. Ma c’è anche un’emergenza nell’emergenza, quella riguardante  la gestione dei centri per migranti che rischia di diventare una vera e propria bomba ad orologeria. In una  struttura in particolare: quella di via Zabatta a Terzigno, Villa Angela. E’ qui che da giorni 73 migranti sono stati obbligati alla quarantena. Cinque ospiti hanno contratto il virus e tutti gli altri sono stati obbligati all’isolamento, compreso il titolare e i dipendenti. Porte chiuse, cancelli serrati e divieto assoluto di avere contatti con l’esterno. Le forze dell’ordine hanno blindato il centro, per giorni, ma ieri mattina è scoppiata una vera e propria rivolta. Stanchi di rimanere chiusi nel centro hanno deciso di violare il divieto imposto dalla situazione sanitaria ed “evadere:” hanno forzato il posto di blocco delle forze dell’ordine, capitanati nella ribellione proprio da quattro dei cinque migranti contagiati che hanno guidato il corteo. Il quinto invece, è rimasto in isolamento insieme ad un’altra decina di migranti che alla protesta hanno scelto invece di non prendere parte. Urlando e protestando contro le forze dell’ordine si sono diretti, in massa, con valigie e zaini, verso la stazione Eav di Boscoreale ma l’allarme era già scattato ed è stato impedito loro di salire sui treni. Quindi sono stati scortati da poliziotti e carabinieri per evitare che entrassero in contatto con altri cittadini lungo il percorso. Da via Giovanni della Rocca fino a via Calabrese a Boscotrecase. Non sono mancati attimi di tensione, con insulti agli uomini in divisa e il tentativo di aggredire i giornalisti. Poi la decisione di fare ritorno nel centro, ma prima hanno protestato bloccando il tratto di via Zabatta all’ingresso di Villa Angela. Una mattinata infernale che potrebbe anche non essere l’unica. I migranti non vogliono stare in quarantena, ma dopo la fuga il periodo di isolamento potrebbe prolungarsi: i quattro contagiati hanno avuto contatti con gli altri 63 della struttura e il rischio di un contagio di massa è ora più probabile.  «è una situazione che sta diventando difficile anche per me – dice il titolare della struttura, Massimo Esposito – c’è tensione, c’è un clima di scontro, molti ragazzi sono ribelli e diventano elementi di disturbo, da giorni stiamo provando a tenerli a bada ma ora non ci riesco più. Le forze dell’ordine non hanno il permesso di entrare ma al contempo non viene presa una decisione per allontanare chi sta alimentando la protesta». E ancora: «Dal 20 settembre la gestione è diventata un vero inferno, con ribellioni continue che ho provato a contenere, ma ieri è stato impossibile». Ha provato prima lui ad invitarli a calmarsi, ma le sue parole sono cadute nel vuoto perché Esposito è a sua volta in quarantena, obbligato a restare in struttura, e ora è il primo bersaglio «Mi hanno distrutto la macchina, sono giorni che una parte della struttura è diventata inaccessibile: rifiutano il cibo e lo riversano sul pavimento, hanno distrutto le pareti e per di più tutte le suppellettili, ormai qui è un disastro». Massimo ha paura ma seppur consapevole della pericolosità di alcuni dei soggetti non ha intenzione di lasciare il centro: «Non posso andare via proprio io, ora sono un ostaggio, è vero, ma qui ci sono ragazzi che non c’entrano nulla con la rivolta, hanno paura, vogliono continuare a vivere e seguire le loro attività, lavorare, e non posso abbandonarli». A telefono ha la voce di chi è stanco, di chi trascorre le notti a pregare che non buttino giù la porta della sua stanza e lancia il suo appello: «Al Prefetto, al Governo, non so più a chi rivolgermi – conclude – so che le forze dell’ordine non possono fare molto, ma in questo momento l’unica cosa che chiedo è di allontanare chi sta distruggendo il centro, chi sta mettendo a rischio la salute degli altri ospiti e dei cittadini fuori da questo centro».