Pompei. Veleni sulle elezioni, Di Casola al Tar: «17 voti sospetti»

Salvatore Piro,  

Pompei. Veleni sulle elezioni, Di Casola al Tar: «17 voti sospetti»

“Un ricorso al Tar sulle elezioni? Stiamo raccogliendo una serie di elementi. Ho richiesto una copia degli atti utili al Comune. Entro venerdì (domani per chi legge, ndr) dovrei ricevere l’incartamento”. Firmato Domenico Di Casola. E’ infatti intenzionato a percorrere la strada dei ricorsi in tutte le sedi istituzionali preposte, l’avvocato di Pompei, nonché candidato sindaco alle amministrative di settembre, che ha sfiorato il ballottaggio per 17 voti. Domenico Di Casola, alle ultime Comunali, ha ottenuto 6700 voti: il 45,72%. Il suo avversario, Carmine Lo Sapio, ex segretario locale del Partito Democratico, è stato eletto con 7342 voti, il 50,10%: uno scarto minimo, che è bastato comunque al neo-sindaco per evitare il ballottaggio. Ma che fatica. Perchè la proclamazione di Carmine Lo Sapio era arrivata 3 giorni dopo la chiusura dei seggi, esattamente alle 18:30 del 24 settembre. Solo allora, infatti, la commissione elettorale centrale aveva chiuso l’opera di controllo del verbale della sezione 13 in via Messigno, dove 5 schede inizialmente definite “incongruenti” (4 a favore di Lo Sapio, una per Di Casola) e alla fine annullate dalla commissione, avevano tenuto con il fiato sospeso una città intera. L’iniziativa della commissione fu presa d’ufficio. Il ricorso al Tar, che resta la strada più efficace a disposizione di Domenico Di Casola, è invece un atto che va preso dalla eventuale parte lesa. Ed è proprio a questo che Di Casola sta pensando nelle ultime ore. L’eventuale ricorso ai giudici non sarà però scritto personalmente da lui. Nonostante sia un esperto avvocato, Di Casola ha ammesso “di essere coinvolto nella vicenda in prima persona. Sarei poco lucido”. E’ per questo che l’intero incartamento sulle elezioni, già richiesto al Comune di Pompei, sarà infine messo nelle mani di un altro avvocato. Sarà un collega, dopo aver spulciato quelle carte fino in fondo, a trascinare eventualmente la vicenda dinanzi ai giudici del Tar. Nel frattempo, Di Casola tiene fede alla sua promessa. “La nostra sarà un’opposizione seria, costruttiva, senza sconti” aveva infatti detto alle 18.35 del 24 settembre, cinque minuti dopo l’ufficialità della sconfitta. L’opposizione “senza sconti”, ieri, è proseguita sul social Facebook, a cui Di Casola ha affidato un polemico post. “E’ il tempo di smetterla di far passare lavori ordinari, per cui i cittadini pagano un servizio, espletato in rare occasioni, come se fossero delle grandiose opere pubbliche” si legge nel relativo post “addirittura interventi di pulizia in alcune aree della città solo in prossimità delle abitazioni di qualche consigliere di maggioranza. Si tratta di un atteggiamento fortemente diseducativo per i cittadini, poiché si trasformano interventi che, per città normali, sono la ‘routine’, in eventi di cui vantarsi. Manca poco all’insediamento del nuovo consiglio comunale. In tale sede porteremo queste tematiche, oltre a quella dell’Eav (per noi resta l’impegno alla rivisitazione del progetto), dell’Hub, del cimitero (siamo per una vera internalizzazione). Inoltre, piena vicinanza al comitato di via Crapolla per la battaglia sull’inquinamento elettromagnetico”.