Torre del Greco, morti spariti dai loculi: cimitero nella bufera, aperta un’inchiesta

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, morti spariti dai loculi: cimitero nella bufera, aperta un’inchiesta
Il cimitero di Torre del Greco

«Non posso neanche recitare una preghiera davanti alla nicchia di famiglia. Perché i resti mortali dei miei cari sono spariti». Non riesce a trattenere le lacrime Ciro Battiloro, stringendo tra le mani la denuncia presentata ai carabinieri della caserma Dante Iovino. Un esposto capace di scatenare – proprio alla vigilia di Ognissanti – l’ennesima bufera sul cimitero cittadino. Dove non solo le condizioni igienico-sanitarie sono ridotte al minimo, ma perfino i defunti non possono riposare in pace.

La scomparsa dei resti

A scoprire lo scandalo un anziano di 87 anni, rimasto vedovo nel 2017. E ora rimasto senza neanche le spoglie della moglie e dei genitori, sparite dal loculo di cui l’uomo è concessionario. Svanite nel nulla come, così come i resti di uno zio paterno e di una zia materna. Una scoperta avvenuta qualche mese fa, quando cominciò il «calvario» di Ciro Battiloro tra la direzione del camposanto e i competenti uffici all’interno degli ex Molini Meridionali Marzoli. Un calvario rimasto senza risposte, senza un indizio per provare a «ritrovare»  i resti dei propri cari. Un dolore insopportabile, capace di convincere l’anziano a denunciare l’agghiacciante e «pirandelliana» vicenda ai carabinieri della caserma Dante Iovino. I militari dell’Arma agli ordini del capitano Andrea Leacche hanno immediatamente girato l’esposto alla procura di Torre Annunziata, pronta a dare il via a un’inchiesta per fare piena luce sul caso.

La denuncia

All’interno della denuncia l’87enne racconta come il loculo 6 del comprensorio numero 59/26-fila seconda dovrebbe contenere «i resti mortali di diversi congiunti, tra cui mio padre, mia madre, gli zii e mia moglie deceduta nel 2017». E la vicenda parte proprio nel 2017, quando Ciro Battiloro fa sistemare ciò che rimaneva dell’adorata consorte nel loculo di famiglia: «Nell’aprire la struttura – racconta – ho scoperto che, a seguito di lavori di ristrutturazione, erano scomparse dalla nicchia di familia le spoglie di mio padre deceduto nel 1964 e i resti di mia madre Lucia Casillo, morta nel 1974». Come se non bastasse, all’appello mancavano i resti mortali dello zio paterno spirato nel 1965 e della zia materna, deceduta nel 1979. «Una cosa inaudita – sbotta l’anziano – perché nessuno è riuscito a dirmi dove sono finiti i resti dei miei parenti. Qualcuno, a dire il vero, mi ha indicato un ossario comune, dove sono contenute le spoglie di migliaia di defunti. Toccherebbe fare per ognuno l’esame del Dna per comprendere a chi appartengono, con costi che come si può immaginare risultano elevati». Di qui la decisione di sporgere denuncia contro ignoti per i reati di violazione di sepolcro e distruzione, soppressione o sottrazione di cadavere, oltre che «per tutti i reati ravvisabili nei fatti esposti» chiedendone «la punizione».

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