Fornaio di Torre del Greco massacra di botte e uccide la moglie

Alberto Dortucci,  

Fornaio di Torre del Greco massacra di botte e uccide la moglie
La casa della tragedia

Torre del Greco. Dopo il massacro, avrebbe lasciato la moglie agonizzante in terra per ore. «Verosimilmente un giorno», sostiene la procura di Modena. è l’agghiacciante retroscena della morte di Alessandra Perini – casalinga di 46 anni, madre di due figlie – uccisa di botte dal marito al termine di una furibonda lite sfociata in tragedia. Una verità svelata dall’autopsia eseguita sul cadavere della donna e costata l’arresto a Davide Di Donna – fornaio di 50 anni, originario di Torre del Greco – finito in carcere con l’accusa di omicidio preterintenzionale.

La casa degli orrori

Il brutale femminicidio è avvenuto nella zona industriale di Sant’Antonio di Pavullo, dove l’uomo si era trasferito con la famiglia già da anni. E dove le liti – secondo le testimonianze raccolte dai carabinieri della locale stazione tra gli abitanti della zona industriale del paesino in provincia di Modena – erano all’ordine del giorno. L’ultima, fatale, sarebbe avvenuta tra il 30 settembre e il primo ottobre. Quando proprio Davide Di Donna si decise a chiamare un’ambulanza del 118 per trasportare la moglie al pronto soccorso dell’ospedale di Baggiovara: «è caduta dalle scale: ultimamente accusava strani malori e perdeva l’equilibrio», la spiegazione fornita al personale medico. Al presidio sanitario la donna arrivò già cadavere, ma gli ematomi sospetti su tutto il corpo convinsero il pubblico ministero Marco Niccolini a disporre l’autopsia sul corpo di Alessandra Perini per fare piena luce sulla vicenda.

La scoperta e l’arresto

Sulla scorta delle testimonianze raccolte sul posto – la vittima non aveva mai denunciato le violenze del marito – e alla luce dei primi esiti dell’autopsia, la procura di Modena ha chiesto e ottenuto  un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il cinquantenne di Torre del Greco. L’uomo faceva il fornaio a Pavullo da anni, prima in un forno di sua proprietà e successivamente alle dipendenze di un secondo panificio del paesino dell’Appennino. Secondo gli accertamenti del medico legale nominato dal pubblico ministero Marco Niccolini, a causare la morte della casalinga di 46 anni sarebbe stata una emorragia cerebrale riconducibile a percosse avvenute ore se non giorni prima del decesso. Se l’allarme fosse stato lanciato in tempo – la tesi della procura di Modena – e soccorsi fossero stati tempestivi la tragedia poteva essere evitata. Dopo l’arresto del fornaio, la casa degli orrori è stata posta sotto sequestro per permettere ulteriori riscontri utili alle indagini.

La rabbia del pm

Il procuratore aggiunto Giuseppe Di Giorgio ha  sottolineato come «se  fossse stata portata subito al pronto soccorso, i sanitari avrebbero applicato immediatamente il protocollo corretto e eseguito una tac». Invece, il lungo ritardo per chiedere aiuto è stato fatale.

@riproduzione riservata