Priorità alla scuola, flash mob contro la chiusura in Campania

Redazione,  

Priorità alla scuola, flash mob contro la chiusura in Campania

Covid in Campania: oltre 500 casi nelle scuole, la metà nelle città dell'Asl Napoli 3 Sud
De Luca ha deciso: scuole chiuse fino al 30 ottobre, lezioni a distanza. Ristoranti, stop asporto dalle 21

Napoli. Urlano ‘Dignità’ e chiedono la revoda dell’ordinanza regionale che chiude le scuole in tutta la Campania fino al prossimo 30 ottobre. Mamme, insegnanti, alunni, oggi hanno protestato davanti alla sede della Regione Campania, a Napoli, contro il provvedimento emanato nella serata di ieri dal presidente della Giunta regionale VIncenzo De Luca.

Alla loro protesta si è unita quella degli autisti degli scuolabus, che, con i loro mezzi gialli, hanno percorso le strade intorno all’edificio, incassando gli applausi delle mamme in presidio. Hanno uno striscione che è il riassunto del loro pensiero: “Oggi è il giorno più buio per la scuola” e non ci stanno a vedere scaricata sulla scuola il ‘peso’ dell’impennata di contagi registrata negli ultimi giorni in Campania e che ieri ha raggiunto il picco del 1127 casi di Covid-19. Valeria è una mamma che si domanda “cosa aspetti il Governo a intervenire contro una decisione ingiusta”.

“Noi adulti viviamo disagi economici e lavorativi – afferma – perché prendersela con i bambini che erano finalmente tornati alla loro vita”. “Sono stati bravissimi nel rispettare le regole, molto più bravi dei nostri governanti – aggiunge – Perché non pensare a fare maggiori controlli fuori dalle scuole?”. “Per me è un provvedimento doppiamente penalizzante – spiega Andrea Cannata, insegnante di musica, che oggi è in compagnia del figlio al presidio – De Luca, nei 5 anni trascorsi, avrebbe dovuto occuparsi di scuola, sanità e trasporto pubblico. Non ha fatto niente in nessuno dei tre casi. Il responsabile di questo stato di emergenza è lui, non i bambini, non le scuole, non gli alunni”.

Come Andrea Cannata, anche Flavia Brescia oggi protesta in veste di mamma e di insegnate “precaria”, tiene a precisare. “Le scuole sono il posto più sicuro dove tenere i nostri figli in questo momento – sottolinea – Sono estremamente controllate, insegnanti, dirigenti scolastici, personale Ata hanno lavorato senza sosta per consentire la riapertura in totale sicurezza e questo è il risultato? Stiamo pagando l’inefficienza della Regione”. Ilenia Maccarone, insegnante della scuola dell’Infanzia, è arrivata a Napoli da Maddaloni, in provincia di Caserta.

“E’ un provvedimento ingiusto e inaspettato – dice – abbiamo lavorato tanto per mettere la scuola in sicurezza. Bambini, famiglie, noi insegnanti non meritiamo la chiusura, ci sentiamo valutati meno di niente”. Ananda Ferrantino fa parte della rete Priorità alla scuola che, già nell’immediato dopo lockdown, aveva richiesto a gran voce la ripresa delle lezioni in presenza. “La scuola non può che essere in presenza, i bambini, i ragazzi devono poter socializzare – conclude – Chiediamo non solo la revoca del provvedimento ma anche che siano fatti investimenti nella scuola”.

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