Castellammare. Ras dei D’Alessandro scarcerato dopo 15 anni, ma indagato per omicidio

Ciro Formisano,  

Castellammare. Ras dei D’Alessandro scarcerato dopo 15 anni, ma indagato per omicidio

Un altro ras della camorra di Castellammare di Stabia torna in città. Antonino Esposito Sansone, ritenuto uno degli uomini di punta del clan D’Alessandro e tutt’ora indagato per omicidio aggravato delle finalità mafiose, è un uomo libero. I giudici del tribunale di Torre Annunziata hanno accolto l’istanza presentata dall’avvocato Antonio de Martino concedendo un sostanzioso sconto di pena al pregiudicato stabiese. Esposito Sansone si trovava in carcere da circa 15 anni per scontare una serie di condanne per estorsione aggravata e violazione della sorveglianza speciale. E proprio su questo punto l’avvocato de Martino ha deciso di chiedere una revisione rispetto al cumulo di pene riportate. Tutto verte attorno a una recente pronuncia della Corte Costituzionale sul peso attribuito a questo genere di reati nel conteggio complessivo delle condanne. Un cavillo procedurale che ha fatto abbassare il cumulo delle pene aprendo le porte del carcere al pregiudicato con circa 3 anni d’anticipo rispetto a quanto previsto. Per l’Antimafia Antonino Esposito Sansone non è una figura di secondo piano nelle gerarchie – in costante mutamento – della criminalità organizzata stabiese. E’ ritenuto un ras della cosca fondata da Michele e Luigi D’Alessandro. E’ tutt’ora indagato per l’omicidio di Pietro Scelzo, ucciso nel 2006 su ordine della cosca di Scanzano. Ad accusarlo c’è il pentito Renato Cavaliere, ex esponente di punta del commando armato di Scanzano. Per l’omicidio Scelzo è stato condannato in Appello all’ergastolo anche Pasquale Rapicano che poco dopo quella sentenza ha deciso di collaborare con la giustizia. Il nome di Antonino Esposito Sansone si aggiunge alla lista delle scarcerazioni eccellenti di questi ultimi anni. E’ libero Vincenzo D’Alessandro, figlio di don Michele e indagato a piede libero, per estorsione aggravata dal metodo mafioso e per l’omicidio di Gino Tommasino, il consigliere comunale del Pd ucciso dalla camorra nel 2009. E’ tornato in città anche uno dei fondatori della cosca, Luigi D’Alessandro, fratello di Michele. E’ libero dopo circa 30 anni vissuti tra carcere e domiciliari anche Michele Abruzzese, cugino di D’Alessandro. E ancora hanno lasciato il carcere anche Michele D’Alessandro, figlio di Luigi, Beniamino Pasqua, ritenuto tra i colonnelli della cosca di Scanzano, e Ugo Lucchese, ex killer della cosca.A fare da contraltare alle scarcerazioni “eccellenti” di questi anni ci sono però le numerose operazioni condotte dall’Antimafia. Indagini che hanno consentito agli inquirenti di portare dietro le sbarre, nel giro di un paio d’anni, circa un centinaio di presunti affiliati, generali e boss di primo piano legati a doppio filo alla camorra di Castellammare di Stabia. Molti dei sospettati hanno anche incassato condanne pesanti.