E’ già caos nella nuova giunta di Poggiomarino, l’Udc mette all’angolo il sindaco Falanga

Andrea Ripa,  

E’ già caos nella nuova giunta di Poggiomarino, l’Udc mette all’angolo il sindaco Falanga

Le liti interne e gli scontri che hanno “accompagnato” la nascita della nuova giunta comunale di Poggiomarino sembravano superati. La firma sui decreti di nomina dei nuovi assessori invece di placare le polemiche interne alla maggioranza, ha acuito ancor di più le distanze tra alcuni gruppi politici che hanno sostenuto la scalata al municipio del sindaco di centrodestra. Soprattutto quelli rimasti fuori dal consiglio comunale ma che avevano siglato un «patto d’onore» con il primo cittadino Maurizio Falanga, rivendicando una rappresentanza. Il caos giunta, scoppiato a neanche una settimana dall’affidamento ufficiale degli incarichi ai nuovi assessori, è scoppiato non appena l’inchiostro in calce al foglio di nomina s’è asciugato. A lasciar esterrefatti i vertici locali e regionali dell’Udc, partito che ha sostenuto la candidatura di Maurizio Falanga, senza riuscire a ottenere il quorum per far “scattare” l’elezione di un proprio consigliere – in realtà soltanto Ennio Bifulco e Giuseppe Ardizio hanno registrato un buon risultato in termini di preferenze -, è stata la scelta di “affidare” una poltrona di assessore all’avvocato Michele Aquino. Indicato come referente delle forze di Udc – visti i suoi trascorsi all’interno del partito -, la nomina del professionista a cui è stata affidata, tra le altre, la delega all’Urbanistica ha fatto storcere il naso proprio ai vertici dell’Unione di Centro. Già, perché Aquino da due settimane non è più il rappresentante del gruppo sul territorio cittadino. Con una nota ufficiale, il coordinatore regionale, già lo scorso 3 ottobre, affidava all’avvocato Roberto Saporito l’incarico di commissario del partito con l’onere di «interfacciarsi con le istituzioni». E anche chi s’attendeva un «riconoscimento» per Ennio Bifulco, il più votato di una lista che s’è rivelata debole (ha ottenuto quasi la metà dei voti dell’intero schieramento in cui era inserito), è rimasto deluso. L’ex consigliere che ha ottenuto più voti di alcuni consiglieri eletti con molto meno, è rimasto fuori dai giochi. «Non posso non dirmi sorpreso dalle recenti decisioni dell’amministrazione», ha spiegato Bifulco a Metropolis. «E’ vero che c’era un patto prima delle elezioni. Ho anche rinunciato alla candidatura a sindaco, decidendo di sostenere Falanga. Evidentemente sono state fatte scelte diverse. C’è rammarico», dice. Scelte che potrebbero già dividere le strade tra l’amministrazione e un pezzo dello schieramento vincente che non ha varcato le porte del Comune ma è stato comunque protagonista della campagna elettorale. In tutto questo i rapporti che rischiano di «raffreddarsi» con la Regione, l’Udc rappresentata da Gennaro Cinque – considerato vicino proprio a Bifulco – potrebbe entrare a far parte della maggioranza di De Luca andando a «rimpinguare» il Gruppo Misto. E per uno schieramento di centrodestra avere una passpartout, un contatto diretto con il Governatore sarebbe stato una grande occasione. Stavolta sprecata.