Controlli anti-assembramenti: Banchetti in era Covid, chiusi tre ristoranti

Giovanna Salvati,  

Controlli anti-assembramenti: Banchetti in era Covid, chiusi tre ristoranti

Tre ville per ricevimenti costrette a chiudere già nelle prossime ore. Otto prime comunioni ed un battesimo interrotti dalle forze dell’ordine. Da una parte i sorrisi dei bimbi nel giorno più bello sostituiti dalle lacrime, sul fronte opposto lo Stato e le regole per evitare assembramenti e i divieti di feste. Questo è quanto accaduto domenica in tre strutture ricettive di via Cifelli e via Panoramica sul Vesuvio, tra Terzigno e Trecase. Nel mirino dei carabinieri del nucleo radiomobile di Torre Annunziata – agli ordini del maresciallo Luigi Mascolo – i ricevimenti vietati appena 48 ore prima dal governatore Vincenzo De Luca. Una telefonata anonima arriva alla centrale dei carabinieri e avverte di una serie di ricevimenti che si stanno svolgendo nelle strutture in barba all’ordinanza. Dalla caserma partono  una decina di pattuglie. Nella lista ci sono tre locali: Villa Venere, Villa Cupido e Villa Jovis- Il Cigno. I militari piombano nella prima. Qui in corso ci sono tre comunioni ed un battesimo: in una sala ampia vengono ospitate due comunioni, 56 gli invitati. Ogni tavolo ha solo 5 persone distanziate tra loro e c’è distanziamento anche tra i tavoli. Nell’altra sala una comunione e un battesimo, per un totale di 43 persone: insomma 15 persone per ogni evento, come risulterà anche per tutte le altre cerimonie. A Villa Cupido invece quattro comunioni in due diverse sale, per un totale di 70 persone: anche qui circa 15-20 persone per ogni evento. Ultimo blitz a Villa Jovis-Il Cigno: una sola sala che ospita una comunione con 30 invitati. All’arrivo dei carabinieri gli invitati sono al dolce, manca solo il taglio della torta che però non ci sarà. Vengono invitati ad andare via, solo il titolare della struttura e il capofamiglia vengono identificati: per entrambi la multa è di 400 euro (280 se pagata entro 5 giorni) e scatta la proposta di chiusura per 5 giorni per il ristorante. C’è chi filma l’irruzione dei carabinieri e la fuga degli invitati, i video diventano virali e i carabinieri che urlano allontanando le persone finiscono anche sul social Tik Tok. Ma intanto alcuni degli invitati si difendono: «è stato davvero un momento bruttissimo. Consapevoli del divieto, siamo stati multati e pagheremo perché la legge va rispettata, ma vedere i bambini piangere e gli invitati scappare a piedi nella pineta, rifugiarsi dopo l’irruzione dei carabinieri non è stato per nulla bello per noi adulti. Figuriamoci per i bambini. Si poteva usare più sensibilità, ormai la cerimonia era finita». Commenti che rimbalzano da una parte all’altra delle strutture: «Io ero a Villa Venere come invitata, e vedere tutti quei carabinieri come se dentro ci fossero dei delinquenti non è stato per nulla bello. I bambini intimoriti dalla divisa: ripetiamo che è stato un azzardo e pagheremo le sanzioni, ma erano state rispettate tutte le norme di distanziamento sociale, abbiamo le foto e i video di come erano state allestite le sale, non c’era nessuna animazione, solo un momento tra parenti stretti e bambini, eravamo meno di 13 noi, la lista con gli invitati, le mascherine e gel: come se fossimo in un ristorante per una pizza normale. La legge mi vieta tutto questo, però se organizzo una cena in un ristorante mi è concesso? Lì nessun rischio di contagio. Non vogliamo andare contro i carabinieri ma vederli urlare non è stato un buon modo per invitare a rispettare la legge, soprattutto perché c’erano bambini».

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