I mercati chiusi e la rivolta degli ambulanti: “Centri commerciali aperti, noi no. Siamo sul lastrico”

Andrea Ripa,  

I mercati chiusi e la rivolta degli ambulanti: “Centri commerciali aperti, noi no. Siamo sul lastrico”
Un’immagine della protesta degli ambulanti, ieri a Nola

La psicosi del contagio e l’emergenza legata all’impossibilità di garantire il distanziamento sociale ha spinto le amministrazioni comunali a chiudere i mercati. Una decisione che va in controtendenza con le linee guida dell’ultimo dpcm – dove la categoria degli ambulanti non viene neanche citata – e che potrebbe costringere centinaia di lavoratori ad abbandonare tutto. «Siamo disperati, le nuove restrizioni che i sindaci stanno adottando sono inspiegabili. In alcune città il mercato si fa, in altre no. Nel frattempo noi abbiamo acquistato materiali che dovremmo vendere, ma se non ci fanno lavorare ci resteranno soltanto i debiti», spiega Arcangelo Franzese delegato Avac. «Anche per questo abbiamo attivato un portale online, si chiama miol, con cui fronteggiare l’emergenza». La crisi legata al Coronavirus, oltre a lasciare per cento giorni i venditori ambulanti a casa durante il periodo di lockdown totale, ha ridotto ancor di più l’affluenza all’interno dei mercati. «Un calo di due terzi, sta diventando difficile lavorare in queste condizioni», dicono ancora i lavoratori. Una delle categorie più colpite dall’emergenza sanitaria degli ultimi mesi. E dopo la mancata ripresa economica, la seconda ondata di contagi rischia di trasformarsi in un disastro con i sindaci che hanno cominciato a “vietare” i mercati settimanali in nome dell’emergenza Coronavirus. Ieri mattina la protesta degli ambulanti è partita da Nola, una delle città che ha «chiuso» ai lavoratori. I delegati dell’associazione venditori ambulanti della Campania – Antonio D’Amore e Antonio Giugliano – hanno fissato con il sindaco nolano un incontro per venerdì mattina. La speranza è di tornare in strada il prima possibile. «Gli assembramenti che alcuni paventano sono inesistenti, purtroppo non c’è più la folla di prima. La pandemia ci ha tolto tutto», continua ancora Franzese. «I contagi non sono certo colpa dei mercati, adottiamo tutte le accortezze. Poi leggiamo di ospedali senza letti, forse bisognerebbe intervenire su quello». Da Nola alla costiera sorrentina, dove i sindaci della penisola – ad eccezione di Vico – hanno già adottato il provvedimento di stop per i lavoratori. «Queste ordinanze ci preoccupano, anche perché tutte le attività restano aperte. Centri commerciali e negozi sì, solo noi non lavoriamo più», dicono ancora.Sventata la chiusura, invece, del mercato del venerdì a Pompei. Dopo l’annuncio di Palazzo De Fusco dei giorni scorsi, ieri mattina due delegati dell’Avac- Vincenzo Falanga e Salvatore Coppola – hanno incontrato il capo dell’amministrazione comunale. Al termine dell’incontro il primo cittadino ha rassicurato i lavoratori: il mercato si farà.

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