Caos rifiuti a Torre del Greco, lite per l’aumento: la dirigente «tifa» Buttol

Alberto Dortucci,  

Caos rifiuti a Torre del Greco, lite per l’aumento: la dirigente «tifa» Buttol
Crisi rifiuti infinita a Torre del Greco

Torre del Greco. «La risoluzione contrattuale con la ditta Buttol potrebbe esporre l’amministrazione comunale a due condizioni sfavorevoli: l’avvio di un contenzioso legale e l’inizio di un periodo di sicura emergenza di raccolta rifiuti». Sono le considerazioni della geologa Claudia Sacco – la dirigente del settore ambiente fortemente voluta e difesa dal sindaco Giovanni Palomba – in merito alla missiva con cui il legale del colosso dell’igiene urbana con sede legale a Sarno chiede di «rivedere» gli importi del canone mensile, ovviamente a costi maggiori per l’ente di palazzo Baronale, pena la risoluzione anticipata dell’appalto. Una «riflessione» finita all’interno della nota inviata al primo cittadino per chiedere un parere legale esterno sulla questione, destinata a scatenare ulteriori polemiche all’ombra del Vesuvio.

Perché – in attesa delle indicazioni degli avvocati – l’ex assessore alle politiche sociali già «mette in guardia» la carovana del buongoverno dall’idea di procedere al benservito della ditta Nu vincitrice  della gara europea telematica promossa dall’ente di largo Plebiscito. Un benservito in verità già arrivato a inizio agosto, quando l’assessore all’ambiente Raffaele Arvonio – successivamente «zittito» dal sindaco e dal suo cerchio magico – aveva proposto di procedere alla risoluzione del contratto per le evidenti criticità igienico-ambientale registrate sul territorio.

A due mesi di distanza, non solo i problemi lamentati durante l’estate sono rimasti irrisolti – come documentato dai dossier fotografici quotidianamente prodotti direttamente dai consiglieri comunali di maggioranza – ma la ditta Buttol ha deciso di battere cassa con il Comune perché «le condizioni dell’appalto non sarebbero remunerative».

Insomma, all’orizzonte – salvo levate di scudi di Giovanni Palomba & company – si profila una nuova beffa economica in aggiunta al danno di una città perennemente sporca. «L’azienda ha solo rappresentato le motivazioni che rendono il servizio più difficoltoso e oneroso con continui riassetti straordinari, a causa dei diffusi abbandoni illeciti di rifiuti da parte di cittadini che non rispettano le regole della raccolta differenziata – ribadiscono i vertici della ditta Buttol, già finiti sotto i riflettori della procura di Torre Annunziata per la vicenda dell’isola ecologica di viale Sardegna -. Tanto in conseguenza del mancato controllo del territorio, che pure era previsto dal capitolato d’appalto. E’ stato rappresentato, altresì, che la quota dei proventi Conai valutata dal Comune è sovrastimata rispetto ai ricavi effettivi».

Schermaglie di un nuovo braccio di ferro, destinato – secondo la dirigente all’ambiente – a portare solo danni al Comune, in caso di risoluzione contrattuale.

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