Minacciato con una pistola, imprenditore rapinato del Rolex. A San Giuseppe Vesuviano l’allarme criminalità

Giovanna Salvati,  

Minacciato con una pistola, imprenditore rapinato del Rolex. A San Giuseppe Vesuviano l’allarme criminalità

Ancora un altro episodio di criminalità in città. Una pistola puntata al volto di un imprenditore e la richiesta di consegnare soldi e orologio. Poi la fuga in sella ad una moto e via, scomparsi nel buio della notte. Lasciando ancora una volta un clima di paura e di tensione in città. Tocca questa volta a San Giuseppe Vesuviano diventare teatro dell’ennesimo raid criminale, da settimane il primato di raid lo detiene Ottaviano con furti in casa, abitazioni svaligiate nel cuore della notte, oggetti di valore e auto portate via mentre i proprietari dormono. Una situazione diventata ormai insostenibile. L’ultimo colpo la scorsa notte. Sono da poco passate le 23. Un uomo, un imprenditore di San Giuseppe Vesuviano, si trova all’interno della sua Jaguar nera. Sta rincasando. Attraversa il vicolo stretto di via Vecchia Casilli dal quale si accede alla sua abitazione. Si ferma un attimo e attende che il cancello automatico bianco si apra. Poi varca l’ingresso con la sua auto. E’ in quel momento che alle sue spalle piomba una persona. E’ un uomo armato. Ha il volto coperto dal casco. Si dirige verso la vittima, gli chiede soldi e orologio – un Rolex – e poi scappa via. Ad attenderlo fuori c’è una moto di grossa cilindrata con il suo complice. Anche lui ha il volto coperto da casco, mascherina e da un passamontagna. I due fuggono via senza lasciare traccia. La vittima resta pietrificata, nei suoi occhi la paura. Attende prima qualche minuto per riprendersi e poi chiamare i carabinieri. Sul posto piomba una pattuglia dei militari della stazione di San Giuseppe Vesuviano – agli ordini del maresciallo Giuseppe Sannino – che prova fare luce sull’esatta dinamica del raid criminale. L’uomo prova a fornire elementi ai carabinieri per cercare di ricostruire un identikit ma diventa difficile. Ha visto poco, i banditi erano coperti in volto ma ogni piccolo dettaglio diventa fondamentale. Poi spuntano le immagini: l’abitazione è munita di un impianto di videosorveglianza che offre ai carabinieri dei filmati però nitidi e che diventano preziosi per provare a ricostruire la dinamica e il volto dei due malviventi. In quella sequenza di pochi secondi e da due angolazioni differenti si racchiude una rapina a mano armata capace di far scattare l’ennesimo campanello d’allarme in una città già nella morsa della criminalità. Le immagini dell’abitazione privata si incrociano con quelle della pubblica videosorveglianza e i carabinieri riescono a ricostruire anche una parte del tragitto che i due ladri percorrono. Poi gli occhi elettronici si interrompono e i due spariscono. Toccherà ora ai carabinieri cercare di individuare gli autori della rapina. Un altro caso che si aggiunge a quelli che in queste settimane ladri stanno mettendo a segno nell’hinterland vesuviano che sembra diventato la terra di nessuno.Una situazione diventata insostenibile e che ogni giorno mette a rischio i cittadini. C’è chi esausto decide di pubblicare persino le immagini catturate dalla videsorveglianza privata delle proprie abitazioni sui social e annunciare nessuno sconto per chi li becca in casa.

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