Il virus spezza altre 5 vite: addio al medico-diacono

Gaetano Angelotti,  

Il virus spezza altre 5 vite: addio al medico-diacono

Addio al medico-diacono: Comunità ecclesiale e mondo sanitario sotto shock a Torre del Greco per la morte di Mirko Ragazzon, conosciuto per la sua professione medica e per essere diacono della parrocchia di Sant’Antonio a Brancaccio. L’uomo, 61 anni, era ricoverato da alcuni giorni all’ospedale del Mare dopo essere risultato positivo al tampone del Covid-19. Una circostanza che nei giorni scorsi aveva portato alla chiusura della parrocchia – i cui ambienti sono stati sanificati per poi essere riaperti martedì scorso – e all’isolamento domiciliare per quella parte della comunità che aveva avuto contatti diretti con il medico-diacono.A ricordare la figura del professionista sono, tra gli altri, i colleghi della Medicoop Vesevo, cooperativa di medici dell’Asl Napoli 3 Sud. «Avremmo voluto fare più, avremmo voluto che tutti avessero fatto qualcosa di più – scrivono – come una cosa semplicissima: rispettare delle banalissime regole che impongono l’uso di una mascherina indossata in modo corretto e mantenere delle giuste distanze, per impedire che il mostro chiamato Coronavirus possa colpirci e distruggerci. Purtroppo non è così, non è stato così».Ugualmente scosso il sindaco Giovanni Palomba, tra i primi a essere avvisati del nuovo lutto all’ombra del Vesuvio: «Le condizioni del medico-diacono erano preoccupanti, ma nulla lasciava pensare a un tragico epilogo – la commozione del primo cittadino – Siamo vicini alla famiglia e a tutta la comunità ecclesiale».La morte di Mirko Ragazzon riapre una ferita mai veramente chiusa a Torre del Greco, la città della provincia di Napoli già costretta a pagare un prezzo altissimo al Covid-19 in termini di vite umane. Con la morte di Mirko Ragazzon, infatti, salgono a 21 le vittime del Coronavirus all’ombra del Vesuvio dall’inizio della pandemia.

Lutto a Ercolano: Ercolano piange il decano del mercato del vintage. Lutto anche nella città degli scavi archeologici, dove si è registrata la morte del 74enne Eduardo Mondola, appartenente a una storica famiglia dedita al commercio di abiti usati. Mondola, partito dal mercato di Resina, aveva poi compiuto un salto di qualità, diventando fornitore dei rivenditori del mercato cittadino, impiantando nella provincia di Caserta alcuni capannoni e lavorando come grossista dei mercatali. Eduardo Mondola era ricoverato già da qualche tempo dopo essere risultato positivo al tampone. Una nuova mazzata per una città, quella di Ercolano, già falcidiata da una escalation di contagi capaci di scatenare apprensione tra le istituzioni e i cittadini.

A Saviano muore 52enne: Si chiamava Gabriele Pierro, era un noto fotografo di Saviano ed aveva appena 52 anni: la città del carnevale, dove il virus ad aprile aveva stroncato anche il sindaco in carica Carmine Sommese, torna a seminare morte, dolore e paura. Gabriele Pierro, che soffriva di problemi respiratori, era in gravi condizioni di salute già da sabato scorso. Era ricoverato all’ospedale “Sant’Anna e Madonna della Neve” di Boscotrecase, dove ieri i medici del Covid Center hanno  dovuto constatare l’ulteriore aggravamento e poi il decesso dell’uomo.

Due decessi a Scafati: Anche al Covid Center  Maruo Scarlato di Scafati, ieri, si sono registrati due nuovi decessi. Si tratta di due donne, ricoverate da diversi giorni nel reparto di terapia intensiva del nosocomio scafatese. Le due vittime sono due anziane di 72 e 74 anni: la prima non aveva né malattie croniche pregresse, né presentava sintomi del Covid. La seconda invece proveniva dall’Umberto I di Nocera Inferiore, dove era ricoverata al reparto di Medicina Generale: molto probabilmente proprio all’ospedale nocerino è stata contagiata. Trasferita a Scafati, in realtà le sue condizioni non destavano eccessive preoccupazioni, fino a quando poche ore prima della morte, ha avuto un vero e proprio crollo.

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