Agente malato, in guerra in un letto di ospedale. Appello ai politici: agite, la vita umana è sacra

Redazione,  

Agente malato, in guerra in un letto di ospedale. Appello ai politici: agite, la vita umana è sacra

“Il Covid è infido, è silente, ma fa il suo lavoro: non si ferma mai, si insinua negli interstizi polmonari, e ha un solo scopo, riprodursi, riprodursi, riprodursi”. Dallo scorso 15 ottobre Ciro Zeno, è ricoverato nell’ospedale Rummo di Benevento, dopo aver cercato inutilmente posto a Napoli. Non riusciva a respirare a causa della polmonite. Per fortuna la malattia è trattabile con ossigeno e terapia farmacologica. Ha 53 anni, è un poliziotto penitenziario, precisamente un assistente capo, e non aveva alcuna patologia pregressa.

Eppure il virus l’ha colpito con violenza e adesso è collegato ai tubicini dell’ossigeno, ai sensori dei parametri vitali, al saturimetro ed ha un accesso arterioso al braccio sinistro. Parlare per lui è faticoso e quindi affida a WhatsApp la sua testimonianza: “Questa è una vera e propria guerra che si combatte nei letti d’ospedale e non nei talk show – dice – se ne convincano tutti, compresi i negazionisti di piazza e da tastiera”. A loro , ma anche ai politici, lancia un appello: “Bisognerebbe vedere, per capire cosa significa tutto questo – sottolinea – ma tutto questo non vogliono vedere né capire. Anzi. Spesso si rifiutano di capire. Forse si sono già dimenticati tutto. Ecco, forse il punto della questione è proprio questo: ci siamo dimenticati tutto: anche le bare di Bergamo, i vecchi morenti e soli nelle Rsa, le foto simbolo di quei guerrieri in corsia stravolti dal sacrificio, i murales con la dottoressa che tiene in braccio l’Italia ammalata, l’inno dai balconi”. E’ possibile? – si chiede e chiede Ciro – è possibile che la vita continui persino oltre il virus. E allora rieccoci qui, nella prima come nella seconda ondata, a litigare sulle colpe, a contestarci i ritardi. Come se la tragedia già vissuta non ci fosse servita”. Per Ciro c’è un solo modo per evitare di soffrire e di far soffrire il prossimo: le misure di sicurezza: “Sono fondamentali, – conclude – la mascherina, il distanziamento sociale ed evitare assembramenti. I politici agiscano e diano risposte concrete: la vita umana è sacra”.

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