Scandalo loculi al cimitero di Pompei, nuova corsa ai rimborsi

Salvatore Piro,  

Scandalo loculi al cimitero di Pompei, nuova corsa ai rimborsi

La “grana” cimitero tiene banco pure dopo le elezioni: 600 nuovi loculi mai costruiti, 2 famiglie ottengono il rimborso degli acconti già incassati dal Comune. E’ di 4mila euro – duemila euro spettano infatti a ogni famiglia che, da 8 anni, attende invano una nuova nicchia al camposanto – l’ultimo e salato conto pagato dall’amministrazione a causa dello scandalo dovuto al cimitero comunale di via Nolana: un vero e proprio calvario per circa 600 cittadini di Pompei, che da 8 anni restano vittime di macroscopici errori del governo locale, della solita burocrazia lumaca. Il problema parte da lontano, anno 2012, amministrazione D’Alessio: il Comune pubblica un bando per l’assegnazione di 592 loculi da realizzare nel cimitero di via Nolana. A pochi mesi dal bando, di conseguenza, l’Ente procede a stilare la graduatoria degli ammessi: 471 persone “prenotano” la nuova nicchia e per farlo versano nella casse del Comune di Pompei un acconto di 2mila euro a famiglia per una cifra complessiva pari all’incirca a un milione di euro. Ma trascorsi 8 anni dall’assegnazione, i cittadini di Pompei si sono ritrovati senza loculi. Il progetto, nel frattempo, è rimasto solo sulla carta, e ha subito una variante. Il 2 maggio del 2018 fu l’amministrazione dell’ex sindaco Dem Pietro Amitrano ad approvare una delibera – con copertura finanziaria di circa due milioni di euro assicurata in parte dalla Regione Campania e in altra dai privati – per la costruzione di 591 nuove nicchie e di 104 ossari. La variante al progetto del 2012 fu sostanzialmente dovuta alla volontà di proteggere il disegno monumentale del cimitero di Pompei, lasciando libero il colonnato e ricavando gli spazi per i nuovi loculi e gli ossari tra quelli ancora liberi all’interno del camposanto. L’allora maggioranza riteneva «necessario mantenere inalterata la morfologia del cimitero dell’area di ingresso, caratterizzata dalla struttura tipologica del colonnato che circoscrive il viale principale». Ma la gara per l’affidamento dei lavori, a prescindere dalla variante, non è mai partita. Anche a causa di un primo bando “sbagliato”, che a luglio del 2018 portò l’allora amministrazione ad annullare la procedura già avviata sul Mepa (il mercato elettronico della pubblica amministrazione) per l’iniziale restyling dei colonnati e delle balaustre del camposanto comunale. Lavori promessi e mai partiti, bandi “sbagliati”: da qui il calvario delle 471 famiglie che hanno già versato gli acconti. Alcune hanno ormai rinunciato alla nicchia promessa. Le ultime due famiglie lo hanno fatto ieri, e sono state infine liquidate dalla nuova amministrazione. Quella che, guidata dal sindaco Carmine lo Sapio, ha già fatto del cimitero di via Nolana un vero e proprio cavallo di battaglia nel corso dell’ultima campagna elettorale. “Lo scandalo cimitero finirà molto presto” ha promesso ieri il neo-sindaco, contattato da Metropolis “per costruire le nuove nicchie occorrono al massimo 6 mesi: tutto sarà pronto entro il 2021. I tempi lunghi sono quelli burocratici per l’affidamento della gara d’appalto”.

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