Nuovo Dpcm. L’allarme degli esperti: misure insufficienti

Redazione,  

Nuovo Dpcm. L’allarme degli esperti: misure insufficienti

“Le misure contenute nell’ultimo Dpcm sono un passo avanti, ma non sufficiente per affrontare la circolazione del virus in questo momento”, ha detto il consulente del ministro della Salute, Walter Ricciardi nel programma Omnibus de La7. “Le misure – ha aggiunto – vanno prese in modo proporzionato alla circolazione del virus e il virus in questo momento in alcune aree del nostro Paese dilaga incontrollato”.

Galli: mi auguro che le misure adottate bastino

Nel dpcm ci sono “interventi improcrastinabili per invertire la tendenza. Mi auguro bastino, ma non lo so e se qualcuno afferma di saperlo, mente. L’unica cosa che sappiamo è che ad aver dato risultato è la chiusura totale, ma si vuole evitare. E lo capisco. Allora dico: il lockdown fatelo per conto vostro; limitatevi alle attività fondamentali legate al vostro lavoro e vedete meno persone possibili”. Così in un’intervista a ‘Il Fatto Quotidiano’ il direttore del dipartimento Malattie infettive del ‘Sacco’ di Milano Massimo Galli. “La chiusura delle scuole – afferma ancora – è la più dolorosa e difficile da decidere. La differenza fra il 75 e il 100% di dad alle superiori mi sembra una questione di lana caprina”. Rispetto all’omogeneità dei provvedimenti in tutto il Paese, Galli ritiene che “una soglia importante di misure va condivisa, è compito delle Regioni e dei sindaci identificare criticità a livello locale per stringere di più se necessario”.

Il Natale? “Mi preoccupo di quel che succede da qui a venti giorni. Ogni previsione successiva è impossibile. Prima i dati, poi le date”. Rispetto al concorso per la scuola “muovere sessantamila persone in questo momento è una cosa che non si dovrebbe fare”. “Capisco – dice ancora l’esperto – la disperazione di settori già martirizzati da chiusure e fanno bene a chiedere integrazioni economiche. Ma dirò una cosa un po’ brutale: vedo morire di nuovo le persone in ospedale e non ancora per strada. Non significa che non veda la povertà e quelle situazioni di grande disagio sociale. Ma la malattia, prese le misure necessarie, ci lascerebbe il tempo di intervenire su nuove e vecchie povertà”. L’ipotesi più negativa è che “in molte parti d’Italia il sistema sanitario andrà in crisi e avremo un numero di morti pauroso, ma questo potrebbe ancora non accadere” e “se saremo più competenti la curva rallenterà”.

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