I sindaci tengono i mercati chiusi per Covid, rivolta degli ambulanti a Piano di Sorrento

Andrea Ripa,  

I sindaci tengono i mercati chiusi per Covid, rivolta degli ambulanti a Piano di Sorrento

Mentre il Governo salva i mercati dalle restrizioni contenute nell’ultimo dpcm, i sindaci della penisola sorrentina continuano a tenere gli spazi per gli ambulanti inaccessibili ai lavoratori. Partirà questa mattina alle 8, davanti al municipio di Piano di Sorrento, la manifestazione organizzata dall’associazione nazionale ambulanti, rappresentata in Campania da Salvatore Ranieri. Un sit-in per protestare contro le ordinanze con le quali i sindaci hanno sospeso i mercati. «Senza un giustificato motivo». «Pur comprendendo le preoccupazioni dei sindaci, le autorità sanitarie nazionali hanno già documentato al Governo che i mercati sono luoghi sicuri in quanto all’aperto, dove vi è ricambio d’aria e possono essere assicurate le giuste misure preventive per evitare gli assembramenti», spiegano gli ambulanti. In bilico il futuro di 300 famiglie, per lo più provenienti dall’area Vesuviana, i lavoratori ogni settimana erano solito recarsi nei comuni della penisola sorrentina. Fino allo stop arrivato due settimane fa, finito al centro delle polemiche, e che li priva delle uniche fondi di guadagno. Si erano già fatti sentire giorni fa, quando avevano manifestato prima a Nola – dove pure è stato sospeso il mercato – e poi avevano organizzato l’incontro di questa mattina. Gli ambulanti stazioneranno davanti al municipio di Piano di Sorrento in attesa di una convocazione dalla prefettura per trovare una soluzione immediata. Al prefetto era già stata inviata una nota per chiedere la revoca dei provvedimenti adottati dai sindaci della penisola sorrentina (l’unico a non allinearsi è stato il primo cittadino di Vico Equense). «Proprio dopo il lockdown abbiamo avuto numerosi incontri con i sindaci della Penisola per garantire la riapertura dei mercati, abbiamo rispettato tutte le direttive per garantire la sicurezza dei consumatori e degli operatori stessi. Ma oggi ci tolgono la possibilità di lavorare. Scenderemo in strada proprio per questo».

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