Carabiniere massacrato a Castellammare: a processo le 6 belve

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Carabiniere massacrato a Castellammare: a processo le 6 belve

A quattro mesi esatti dal terrificante pestaggio che ha riportato Castellammare di Stabia in cima alle pagine di cronaca, finiscono a processo i sei imputati accusati di aver massacrato di botte Giovanni Ballarò, l’appuntato della stazione di Gragnano aggredito da un branco, agli inizi di agosto, nei pressi della villa comunale. Ieri è arrivata la comunicazione ufficiale di fissazione dell’udienza. A metà dicembre si aprirà il processo davanti al giudice per le udienze preliminari del tribunale di Torre Annunziata, Mariaconcetta Criscuolo. Gli imputati, incastrati dalle immagini del sistema di videosorveglianza della zona, hanno chiesto scusa nel corso delle indagini e ora puntano allo sconto di pena. Numerosi legali del collegio difensivo (composto, tra gli altri, dagli avvocati Andrea Somma, Giovanni Sicignano, Francesco Schettino e Giuliano Sorrentino) anche alla luce delle prove schiaccianti raccolte dagli investigatori, hanno optato per il rito abbreviato. Il primo atto processuale di una vicenda drammatica capace di catapultare Castellammare in cima alle pagine di cronaca. Una palata di fango per l’immagine di una città messa in scacco da un branco di violenti.  L’appuntato fuori servizio, come da lui stesso raccontato subito dopo l’aggressione, è intervenuto per sedare una lite causata da un banale incidente stradale. Il tutto riprendendo col suo cellulare le fasi concitate del momento. Una volta allontanatosi, però, il carabiniere è stato seguito e aggredito con una ferocia inaudita. Pochi drammatici secondi durante i quali il militare viene prima investito da un motorino e poi picchiato senza pietà persino a colpi di sgabello. Una folle sequenza ripresa sia dal telefonino del carabiniere che dalle immagini di videosorveglianza della zona. E proprio da quei fotogrammi i militari dell’Arma sono riusciti a identificare i sei sospettati. Si tratta di Ferdinando Imparato, Pio Lucarelli, Giovanni Salvato, Antonio Longobardi,  e Michele Staiano. Imputato anche Manuel Spagnuolo che deve però rispondere di furto per aver rubato il borsello del carabiniere. Assieme a loro avrebbe partecipato al pestaggio anche un minorenne. I sospettati, inchiodati dalle immagini, hanno chiesto scusa al militare, affermando di essere sinceramente pentiti.  A poco più di cento giorni da quella notte di sangue e follia parte ora il processo di primo grado. Un processo nel quale è annunciata la presenza, come parte civile, del Comune di Castellammare di Stabia. All’indomani dell’aggressione, infatti, l’amministrazione comunale del sindaco Gaetano Cimmino annunciò che avrebbe chiesto i danni ai protagonisti di quella terribile notte.

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