Covid. Una giornata con i medici del 118: «Non sappiamo dove portare i pazienti, è un inferno»

Tiziano Valle,  

Covid. Una giornata con i medici del 118: «Non sappiamo dove portare i pazienti, è un inferno»

La notte è trascorsa tranquilla. Al cambio di turno nella centrale operativa del 118 di Castellammare di Stabia, un saluto veloce tra i dipendenti e il passaggio di consegne delle chiamate arrivate a scavalco dell’orario. «Pochi interventi, abbiamo dovuto ospedalizzare solo una persona che aveva difficoltà respiratoria e febbre alta», commenta uno degli operatori all’uscita salutando il collega che sembra quasi tirare un sospiro di sollievo «meno male, stanotte le ambulanze in penisola erano scoperte». Per scoperte s’intende che non ci fosse il medico a bordo, perché purtroppo la carenza di camici bianchi sta creando problemi anche al 118, e qualora si fosse verificata un’emergenza le ambulanze della penisola sorrentina avrebbero potuto garantire l’intervento solo per i codici verdi.Si parla di emergenza e la notte tra lunedì e martedì è trascorsa tranquilla? «Lo abbiamo già verificato durante il lockdown, quando vengono imposte restrizioni si riducono gli interventi perché si verificano meno incidenti e anche chi ha qualche malore chiama solo in caso di urgenza», spiega un operatore prima di entrare nel portone d’ingresso della centrale operativa.Questo, tuttavia, non significa che si può stare tranquilli anche perché la diffusione del contagio aumenta le richieste di soccorso per il Covid. Già di primo mattino un’ambulanza è costretta a uscire per un paziente positivo a Castellammare di Stabia che ha febbre alta e soprattutto difficoltà respiratoria. L’autista, l’infermiere e il medico sono costretti a bardarsi con i dispositivi di protezione individuali. Dopo meno di mezz’oradalla partenza l’ambulanza rientra a sirene spiegate nel pronto soccorso del San Leonardo. Si tratta di un paziente già positivo al tampone, le sue condizioni si sono aggravate e dev’essere ospedalizzato. Si sono liberati due posti nel percorso pulito del pronto soccorso del San Leonardo, ma vengono occupati in poco tempo e il reparto richiude. «Domani (oggi, ndr) dovrebbero aprire il Covid Hospital anche a Nola», che ha visto i colleghi rientrare in pronto soccorso «ma temo non basti – continua – Se si trasferiscono i trenta pazienti che ci sono qui a Castellammare e aggiungiamo gli altrettanti che già sono a Nola, in pochi giorni anche quell’ospedale sarà saturo e noi saremo al punto di partenza». Che equivale a dire: Castellammare rischierà di dover chiudere nuovamente il pronto soccorso.Ma di tempo per riflettere ce n’è veramente poco: «C’è un incidente a Torre del Greco, speriamo nulla di grave», racconta un operatore. Il medico a bordo dell’ambulanza segnala una sospetta frattura. «Trasferiamo a Sorrento», viene ordinato dalla centrale operativa e così quel mezzo del 118 parte dal Vesuvio per raggiungere la penisola sorrentina.Accade anche questo, così come si verifica che una chiamata d’urgenza per una persona positiva al Covid possa invece rivelarsi meno grave del previsto. «Lamentava difficoltà respiratorie al telefono, ma aveva la saturazione a 94. Purtroppo c’è chi si fa prendere dal panico», commenta un medico al rientro in ospedale.

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