Rolex, Ferrari e mazzette: la doppia vita di Izzo, imprenditore nei guai per i falsi incidenti in penisola

Salvatore Dare,  

Rolex, Ferrari e mazzette: la doppia vita di Izzo, imprenditore nei guai per i falsi incidenti in penisola

Dalla Ferrari California a Rolex in oro e diamanti, passando alla passione per le auto e le moto d’epoca oltre che una spiccata predilezione per i bei vestiti e per l’accoglienza dei turisti. Ma anche perito informatico, esperto nella gestione degli immobili (compresi i condomini) e legato a un’agenzia che si occupa di pratiche automobilistiche. Insomma, un imprenditore con interessi disparati che però, secondo le ipotesi della Procura di Torre Annunziata, conduce una vita fin troppo agiata, «sproporzionata» rispetto al reddito dichiarato, «anche con riferimento al suo nucleo familiare», come annota il procuratore di Torre Annunziata Nunzio Fragliasso.

Il tutto, condito da un presunto giro di corruzione e falsi incidenti. Ecco chi è Gianluca Izzo, quarantacinquenne di Vico Equense coinvolto in un’inchiesta condotta dalla finanza a proposito di frodi alle compagnie assicurative. Ieri, a suo carico, è stato eseguito un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca. Sotto chiave, per un valore di 537mila euro, 33 orologi di lusso, di cui 32 Rolex e un Longines già rinvenuti in una perquisizione domiciliare effettuata lo scorso 6 ottobre. Sequestrati anche 10mila euro in contanti e otto veicoli d’epoca tra cui una Fiat 500, due Lambretta 150 e cinque Vespa Piaggio. In tutto, sotto chiave beni per 585mila euro.

La finanza del gruppo di Torre Annunziata e della tenenza di Massa Lubrense ritengono Izzo il presunto “cervello” di un sistema fuorilegge capace di raggirare le assicurazioni. Gli indizi sono ritenuti solidi, tanto che Izzo è ai domiciliari così come l’avvocato Giovanni Pane e i periti Vincenzo Polito e Giuseppe Arpaia. Ma a quest’indagine se ne accompagna un’altra che riguarda proprio possibili irregolarità patrimoniali. Classe 1975, sposato, nato a Vico Equense ma da tempo residente a Piano di Sorrento, Izzo è molto noto anche a Sorrento. Si occupa di una società di mediazione immobiliare che gestisce abitazioni e location turistiche. Tra queste, anche strutture extralberghiere. Non solo, Izzo ha legami in attività commerciali di Sorrento e in un’agenzia di pratiche automobilistiche. Ora la Procura scava nella sua vita per capire se il lusso e i soldi sono pure frutto di raggiri perpetrati ai danni delle compagnie assicurative. Le accuse nell’inchiesta che ha travolto Izzo sono – a vario titolo – di corruzione in atti giudiziari, falsa perizia e frode alle assicurazioni. La Procura coltiva dubbi su due incidenti, di cui uno riguardante la Ferrari dell’imprenditore.

Il primo vede spiccare la figura di Polito che, stando a ciò che sostiene la finanza, ha depositato al Giudice di Pace di Sorrento una perizia falsa con cui stabiliva in 10mila euro il danno causato alla Ferrari dell’imprenditore. In cambio, 1.500 euro con pagamento in contanti dell’avvocato. Poi c’è Arpaia, medico e consulente nominato dal Giudice di Pace che per 200 euro, secondo la Procura, ha firmato una perizia attestante falsamente l’esistenza di un nesso causale tra un incidente e le lesioni riportate dal conducente di un veicolo entrato in collisione con un altro veicolo condotto da Izzo, riconoscendo un danno biologico del 3 per cento.

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