Business della droga a Torre Annunziata: il pm chiede 88 anni di carcere ai pusher

Salvatore Piro,  

Business della droga a Torre Annunziata: il pm chiede 88 anni di carcere ai pusher

Business della droga, con carichi che sfioravano i 500mila euro di valore, sull’asse Torre Annunziata-Pagani-Capaccio. Il pm in aula: “88 anni di carcere per il gruppo di Malvone”. Era lui, Giuseppe Malvone, 58enne ritenuto vicino al clan Gallo-Limelli-Vangone di Boscotrecase, il perno principale di una rete di 15 presunti pusher, finiti in manette nel 2017 dopo una maxi-retata dei carabinieri del Nucleo Operativo di Napoli. Grazie a indagini mirate, gli inquirenti riuscirono a documentare l’esistenza di una grossa holding dello spaccio attiva al rione Provolera di Torre Annunziata, ma in grado di smerciare fiumi di ‘coca’ e marijuana anche a Boscoreale e nell’intero Agro-Nocerino-Sarnese. Dietro la gigantesca holding della droga, che ora rischia la stangata in tribunale, secondo i magistrati c’era la 74enne nonna pusher Anna Gallo, alias Ninnacherra: la vedova di camorra del boss Ernesto Venditto “Bicchierino” e madre di Aurelio Venditto, ucciso in un agguato il 28 febbraio del 1999 dai sicari del clan Birra-lacomino di Ercolano. La vedova del boss è già stata condannata a 4 anni e 4 mesi all’esito di un parallelo filone processuale rispetto a quello che, ora, vede alla sbarra i 15 presunti pusher con a capo Giuseppe Malvone. Difeso dal legale Gennaro De Gennaro, Malvone rischia una condanna a 10 anni di galera. Il pm ha però chiesto la stangata per l’intero gruppo: 8 anni per Antonio Albergatore (avvocato Nicola Basile); 8 anni per Alberto Attianese; 8 anni per Aniello e Raffaele Solimeno (avvocato Gennaro De Gennaro); 6 anni e 8 mesi per Alberto e Salvatore Vanacore (avvocato Vincenzo Calabrese); 5 anni e 4 mesi per Francesco Rinaldi; 8 anni per Raffaele Rispoli; 6 anni e 2 mesi per Samuele Balzano (avvocato Donato De Paola); 2 anni per Dashamir Lazri; 4 anni e 4 mesi per Luigi Izzo; 2 anni per Dario Ferricelli; 2 anni e 4 mesi per Angelo Oppio; 2 anni per Alfredo Nasto. I 15 presunti pusher furono incastrati da un blitz che, secondo l’accusa, colpì un vero e proprio gruppo di specialisti dello spaccio. La retata andò complessivamente a segno nei confronti di 19 persone – tra le quali la vedova di camorra Anna Gallo – arrestate dai carabinieri con le accuse a vario titolo di detenzione di droga a fini di spaccio, sostituzione di persona, porto abusivo di armi. Tra gli imputati, per quanto riguarda l’area dell’Agro-nocerino, spiccano i nomi di due paganesi, i fratelli Alberto e Salvatore Vanacore. In particolare, i due fratelli, secondo l’accusa, si occupavano di far giungere su tutto il territorio delle partite di cocaina, avendo come referente per l’acquisto dei carichi il boschese Malvone. Ricostruiti, nel corso delle indagini, oltre 70 episodi di cessioni di droga. Per eludere i controlli delle forze dell’ordine, il gruppo criminale aveva predisposto un collaudato sistema che sfruttava passaporti contraffatti di persone straniere, utilizzando anche schede telefoniche dedicate. A Torre Annunziata, i presunti referenti della organizzazione erano Antonio Albergatore, Samuè Balzano, Dario Ferricelli e Dashamir Lazri, di origini albanesi ma residente nella città oplontina.

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