Il Covid mette in ginocchio le imprese ma i commercianti vogliono il lockdown: «Chiudete ora per salvare il Natale»

Elena Pontoriero,  

Il Covid mette in ginocchio le imprese ma i commercianti vogliono il lockdown: «Chiudete ora per salvare il Natale»

 

Il contrasto all’emergenza sanitaria va di pari passo alla lotta contro la crisi economica che, adesso, fa ancora più paura. L’ultimo Dpcm del governo ha scatenato numerose manifestazioni da parte dei commercianti, ma la curva dei contagi che continua a salire ora impone riflessioni. Tant’è che numerosi negozianti, già nei giorni scorsi, hanno chiesto al governatore della Regione Campania di assumere misure drastiche ora per poi riaprire per le festività natalizie, far ripartire l’economia nel periodo dove sono maggiori profitti. Giorni fa seimila commercianti di Napoli e provincia hanno inviato una lettera per chiedere un’accelerazione su un lockdown totale. «Meglio ora che a dicembre, chiudere adesso per non perdere gli introiti del periodo più redditizio dell’anno», nella missiva indirizzata al capo di Palazzo Santa Lucia. Un punto di vista che ora si fa strada all’interno della categoria dei commercianti, anche in provincia. Dal ristoratore al parrucchiere, passando anche per il titolare di un negozio di abbigliamento: sempre più esercenti sembrano essere convinti che ricorrere a un lockdown totale ora possa contribuire al calo dei contagi e provare a riavviare il motore del commercio in vista nella seconda metà del mese di dicembre. «Le mezze misure non servono affatto, così rischiamo di essere ulteriormente penalizzati. Meglio chiudere per qualche settimana e attendere che la curva dei contagi vada giù, così da poter accogliere serenamente la nostra clientela in procinto delle festività natalizie». Lo dice chiaro Vincenzo Esposito, titolare del ristorante Masseria Gabriele sito a Sant’Antonio Abate. La paura di poter ammalarsi di Covid ha lasciato le sale vuote allo scoccare dell’entrata in vigore dell’ultima decisione del Governo centrale. «Nonostante le dovute precauzioni – aggiunge il ristoratore abatese – le persone sono terrorizzate e l’ansia incide anche sul servizio di asporto e delivery. Incertezza mista a confusione fa solo e soltanto male al settore ristorativo ma anche all’intera economia del Paese». Della stessa idea anche Ferdinando Sorrentino, hair stylist di Gragnano, preoccupato per un futuro prossimo tutt’altro che roseo. «Siamo tutti a rischio contagio da coronavirus anche se le attività si sono adeguate rispettando i protocolli decisi già dopo il lockdown di marzo e aprile. Inutile restare aperti sapendo di poter chiudere da un momento all’altro. Meglio fare qualche sacrifico oggi e subito che ritrovarsi nella stessa identica situazione tra qualche mese». Anche i parrucchieri restano nella totale incertezza di dover, da un giorno all’altro, dover cancellare le già poche prenotazioni dei prossimi giorni.

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