Il dramma di Maria a Torre Annunziata: «Dormo in auto e ho paura di morire di Covid o freddo»

Giovanna Salvati,  

Il dramma di Maria a Torre Annunziata: «Dormo in auto e ho paura di morire di Covid o freddo»

Vive in macchina da dieci mesi. Da quando il Comune di Torre Annunziata l’ha sfrattata dalla sua casa. Dieci mesi di disagi e che ora, con l’emergenza Covid, si trasforma in un in inferno. Lei si chiama Maria, ha 71 anni e una Ypsilon nera è diventata la sua casa. Dorme all’ombra delle mura che si sbriciolano, nel rione dove è cresciuta. «Ho comprato casa, l’ho pagata facendo sacrifici e per colpa di terzi ora mi trova senza un tetto – spiega – dieci mesi fa alla mia porta ha bussato alla porta il Comune e mi hanno notificato un ordine di sfratto». Il suo racconto composto descrive un dramma e una doppia beffa. «Sono proprietaria di una casa nei vicoli della Marina ma non posso vivere nella mia casa perché il palazzo che si trova di fronte è pericolante – dice – lo è da anni e invece di obbligare i proprietari della palazzina alla messa in sicurezza, hanno deciso di mandare via me. Mi avevano promesso una casa, il Comune mi ha fatto fare la domanda per un alloggio ma invece è scomparso. Il sindaco mi ha sbattuto la porta in faccia e sono costretta a vivere nella macchina». Maria ha una famiglia, un figlio che vive in un appartamento piccolo con i suoi figli e non può ospitarlo. Lei si dice una donna che «non voglio dar fastidio e posso arrangiarmi». Ma ora con l’emergenza covid e con l’arrivo del maltempo la situazione sta diventando ingestibile. Tutti conoscono Maria, una donna distinta e che prova a “non dar fastidio” come ripete. Anche rilasciare l’intervista per lei è solo un tentativo per catturare l’attenzione di istituzioni che definisce «assenti». «Sono stata lasciata sola, loro si sono preoccupati della mia sicurezza, non hanno preso provvedimenti con chi per anni non è intervenuto sul palazzo ma hanno sfrattato me in meno di 24 ore: ho bisogno di una casa, almeno di una stanza dove dormire, per il resto provo ad arrangiarmi». Le lacrime solcano il viso di Maria che tutte le notti dorme fuori la sua abitazione nei vicoli tra via Agricoltori e vico Fortuna. Vede le macerie e le barriere messe su dal Comune per delimitare l’accesso alle zone a rischio crollo, ma lascia marcire invece le case che sono in un buono stato ma che rischiano di trasformarsi in ruderi perché costrette ad essere svuotate. Una situazione che va avanti ormai da mesi, inchieste, ordinanze e intanto il dramma di chi oltre il danno ha subito la beffa, costretta a dormire ora con l’emergenza Covid in macchina tra rischi di contagio per cattive condizioni igieniche che si potrebbero creare oltre che una condizione bandita per una persona anziana costretta a dormire solo con una coperta in auto. @riproduzione riservata

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