L’odissea dei malati Covid: in ore in ambulanza attendendo il ricovero

Ciro Formisano,  

L’odissea dei malati Covid: in ore in ambulanza attendendo il ricovero

C’è chi attende per ore in un’autoambulanza, aspettando che si liberi un posto letto. C’è chi aspetta che i mezzi di soccorso vengano sanificati a decine di chilometri di distanza dall’ospedale. E’ c’è chi, invece, non può andare in corsia perché contagiato o in attesa dell’esito del tampone.Sono le mille facce della sanità al collasso in Campania. I volti di una emergenza che dilaga nonostante il coraggio e lo spirito di sacrificio di centinaia di medici e operatori sanitari. Una situazione grave, allarmante. Specie nell’area metropolitana di Napoli e nella zona che fa da cerniera con la provincia di Salerno. I contagi crescono a vista d’occhio ogni giorno. E crescono i ricoveri, si riempiono i reparti, si accendono i respiratori della terapia intensiva. Al Covid Hospital di Scafati i posti letto sono quasi tutti occupati, come in gran parte degli ospedali campani. All’esterno, spesso, si formano code di ambulanze che trasportano malati positivi al virus in condizioni da ricovero. Ma come detto i posti letto sono pochi, a volte non ci sono proprio.

E allora le ambulanze diventano un pezzo di corsia mobile. Per ore, in attesa, finché non arriva la chiamata per il via libera al ricovero. Anche il pronto soccorso è ormai pieno. I tre posti disponibili sono già tutti occupati. Un copione che si ripete, con le stesse immagini, anche all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia.Anche qui reparti zeppi di degenti contagiati e ambulanze in attesa. Ieri mattina sono rimasti bloccati diversi mezzi di soccorso provenienti dalla penisola sorrentina, ma anche da Gragnano e Pompei. E non è finita qui. Dopo ogni viaggio l’ambulanza sparisce dalla circolazione. Deve essere sanificata in un impianto di Caivano, a 45 chilometri di distanza dall’ospedale. Un viaggio che si ripete decine di volte ogni giorno. Complicata anche la situazione a Boscotrecase, specie dopo la notizia dei 41 operatori sanitari risultati positivi al Covid nelle scorse ore. Si attende l’esito dei test disposti su tutto il personale: 240. Il direttore dell’ospedale Savio Marziani ha comunque parlato di situazione sotto controllo.Intanto per fronteggiare l’emergenza che tiene in scacco il sistema sanitario campano sono in arrivo persino gli aiuti dell’Esercito. Alle spalle del pronto soccorso del Cardarelli, nei prossimi giorni, sarà allestita una tenda militare da 240 metri quadrati con venti posti letto, che ospiteranno pazienti Covid che necessitano di osservazione ma non hanno gravi sintomi. «La struttura – spiega il direttore generale del Cardarelli, Giuseppe Longo – sarà riscaldata e ci permetterà di decomprimere il pronto soccorso dove arrivano molti pazienti. Il momento è di forte pressione ma noi assisteremo tutti, non rifiuteremo mai un paziente». Una misura emergenziale che – se non dovessero calare i dati del contagio – potrebbe essere messa in atto anche in provincia.

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