Angelo, il prof dal cuore d’oro a Pompei: docente a domicilio per gli alunni a rischio

Salvatore Piro,  

Angelo, il prof dal cuore d’oro a Pompei: docente a domicilio per gli alunni a rischio

Pompei. Una scuola aperta nonostante il Covid, classi che spalancano le loro porte agli “ultimi”: gli studenti con disturbi dell’apprendimento che la pandemia, i dpcm del governo e le ordinanze regionali del presidente Vincenzo De Luca, rischiano di lasciare indietro. Rischiano in pratica, colpevolmente, di dimenticare. Il danno, in questi casi, è enorme. Soprattutto se si tratta di studenti come Luca (nome di fantasia), che per molto tempo ha visto coi propri occhi il suo papà picchiare la sua mamma: l’orrore che fa tremare i polsi, pulsare il sangue nelle vene. Ma che ineluttabilmente rende impotenti e fragili. Paurosi, sfiduciati, succubi della stessa vita. E’ per questo che Luca, 13 anni, ora vive con mamma Elena in una casa d’accoglienza per le donne vittime di violenza. La sua casa è a Pompei, nella comunità “Fiori nel deserto”, gestita in via Arpaia dalla coordinatrice Maria Carillo. Il centro antiviolenza, attualmente, ospita 6 donne vittime di abusi e i loro bambini. Tra loro c’è Luca, che per fortuna ha trovato un angelo custode. E’ il suo prof di sostegno, Angelo Di Prisco. Prima del coronavirus, il prof insegnava a Luca la grammatica e “a far di conti in seconda media, alla scuola Maiuri di Pompei” ricorda il docente. Poi però sono arrivati i dpcm del governo, le ordinanze regionali, la scuola chiusa tranne che per i disabili e per gli alunni affetti da disturbi dello spettro autistico. E Luca? Dimenticato. Punto. Come d’altronde sta accadendo anche in Campania per un alunno su 3, che presenta disturbi dell’apprendimento. La Didattica a Distanza, per Luca, non funziona. O perché si è rivelata inefficace (26,2%) o perché non era nemmeno ipotizzabile (10,3%). Sono questi i dati ufficiali di un questionario reso noto nello scorso maggio – dopo 3 mesi di didattica a distanza – e condotto su un campione di 3mila docenti italiani. E allora, adesso, che fare con Luca? “Il ragazzo è timido, sfiduciato, ma in classe stava imparando ad aprirsi, a stare con gli altri. Luca stava migliorando ogni giorno di più” svela il docente Angelo Di Prisco. “Così, dopo le nuove restrizioni, ho pensato che Luca non potesse tornare indietro” prosegue “e ho chiesto alla dirigente scolastica dell’Istituto Maiuri, Maria Rosaria Marulo, che ringrazio per il permesso accordato, di poter fare l’insegnante a domicilio”. Luca, nonostante il Covid, continua a studiare “in presenza”. Il prof di sostegno, ogni giorno e per 2 ore, entra infatti nella casa delle donne e dei bambini, che a Pompei hanno visto l’orrore coi loro occhi. “Luca è un bambino sofferente” sottolinea la coordinatrice Maria Carillo “un bambino in cui la difficile situazione ambientale ha prodotto un impatto importante sulla propria personalità e sul suo modo di essere. Purtroppo, in comunità, arrivano sovente situazioni del genere. La scuola è uno spazio importante di condivisione per i nostri bambini”.

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