Case sequestrate a Sant’Agnello, le 53 famiglie ai pm: «Non aggiungete un’altra ingiustizia in piena pandemia»

Salvatore Dare,  

Case sequestrate a Sant’Agnello, le 53 famiglie ai pm: «Non aggiungete un’altra ingiustizia in piena pandemia»

Sant’Agnello. «Come vi sentireste, al nostro posto, se i vostri figli non avessero più la possibilità di entrare nella propria casa e di giocare nella propria stanzetta? Ve lo dico io, perché, solo chi ci sta, in una situazione così assurda e paradossale, può saperlo: distrutti». Un passeggino fermo all’ingresso di quelle palazzine rifinite, pronte per accogliere famiglie sorridenti e bambini. Il cartello della Procura di Torre Annunziata affisso lo scorso febbraio quando venne eseguito un sequestro. E tanta, tantissima amarezza. Gli aggiudicatari dei 53 appartamenti di via Monsignor Bonaventura Gargiulo sono infuriate, preoccupate, segnate nell’animo perché in piena emergenza sanitaria, con l’incubo di un nuovo lockdown, non possono trasferirsi in quegli alloggi costati fior fior di quattrini e ritenuti completamente abusivi da parte della Procura di Torre Annunziata. L’appello è nuovamente rivolto a mezzo social, dopo un intervento pure televisivo di “Striscia la notizia”, tant’è che da qualche giorno è anche apparso un nuovo striscione all’ingresso dell’housing: «Chiudete le indagini al più presto». E’ un monito all’autorità giudiziaria, che ipotizza reati urbanistici nei confronti dei vertici della ditta Shs e dell’impresa New Electra (ci sono al momento quattro persone iscritte nel registro degli indagati). L’inchiesta continua e, come già ribadito in un incontro di alcuni mesi fa presso il tribunale di Torre Annunziata, gli assegnatari chiedono trasparenza e tempi certi per le indagini e l’eventuale processo seppur dal loro canto dalla Procura fanno sapere che «bisogna metterci una pietra sopra». Sono queste le parole dette alle famiglie durante un faccia a faccia di qualche settimana fa. Dal suo canto il sindaco Piergiorgio Sagristani si è già interfacciato con il procuratore Nunzio Fragliasso, evidenziando l’assoluta delicatezza della vicenda. Le famiglie sono a dir poco esasperate e pagano un prezzo altissimo, pagano la buona fede e la partecipazione a un bando indetto dal Comune di Sant’Agnello. «Adesso basta, per quanto ancora dobbiamo subire! Più di cinque anni di indagini, perizie concluse con pareri favorevoli e ancora si indaga e ancora, con un nuovo lockdown imminente, ci tenete fuori dalle nostre case. Basta» è il messaggio diffuso nelle ultime ore dalle famiglie sui social network. Il tempo passa, la casa nessuno la concede in fitto a prezzi moderati e l’inferno abitativo e sociale avanza.

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