Festa 4 Novembre. Il maggiore dei carabinieri Simone Rinaldi: «Il covid non frena il nostro impegno»

Giovanna Salvati,  

Festa 4 Novembre. Il  maggiore dei carabinieri Simone Rinaldi: «Il covid non frena il nostro impegno»

Il tricolore sventola in alto sulla facciata della caserma dei carabinieri in piazza Enrico De Nicola a Torre Annunziata. Il giorno di Festa diventa il giorno per affidare al simbolo di unità la fine di una pandemia. Ad accoglierci c’è il maggiore dei carabinieri, comandante della compagnia Simone Rinaldi. Mascherina e distanza di sicurezza ci racconta l’impegno che con l’emergenza covid è diventato ancora di più una missione.

La Festa ricade nell’emergenza covid. Con quale spirito avete celebrato questo giorno. «La Festa delle Forze Armate rappresenta per noi un’occasione importante per rinnovare l’orgoglio di appartenenza all’Istituzione, la saldezza dei nostri princìpi e l’impegno contratto con il giuramento, che si rinnova negli anni. Mai come in questo momento difficile sentiamo la responsabilità e il desiderio di rappresentare per tutti i cittadini un sicuro punto di riferimento ed una componente per la tutela della salute pubblica».

Il presidente Mattarella ha invocato l’unità tra le istituzioni, quindi anche tra forze armate per affrontare al meglio l’emergenza: come si lavora in questo senso in un territorio difficile e vasto come quello vesuviano-torrese-stabiese?

«L’intesa e la comunità di intenti con le altre Forze Armate e di Polizia presenti sul territorio è una componente essenziale per il raggiungimento degli obiettivi istituzionali. A tal riguardo nel nostro territorio esiste, da sempre, grande spirito di collaborazione e sostegno tra i diversi presidi, e questo è un importante punto di vantaggio specie nella gestione delle emergenze più gravi. Questo territorio, oltre alla sua vastità, è caratterizzato da situazioni ambientali e problematiche molto diverse tra loro. La presenza costante, ogni giorno e in ogni ambito territoriale, anche grazie a piani di controllo coordinato del territorio predisposti e condivisi tra le diverse forze di polizia, ci consente di offrire risposta in tempi rapidi alle emergenze, un servizio che anche in questo periodo difficilissimo continua ad essere garantito senza disfunzioni».

L’emergenza sanitaria vi ha messo di fronte a nuovi ruoli: da parte quello di investigatori per diventare sentinelle alle prese con il rispetto del distanziamento sociale.

«Tutti i nostri servizi, anche quelli connessi alle attività di polizia giudiziaria più complesse, continuano ad essere svolti regolarmente, con i risultati che, anche recentemente, abbiamo ottenuto sul fronte del contrasto allo spaccio e ai reati di natura predatoria, in particolare furti e ricettazione di materiale rubato».

Con l’emergenza Covid diminuiscono i reati o la criminalità non va in quarantena?

«Stiamo assistendo, come già avvenuto nel primo periodo di lockdown, ad una complessiva contrazione dei numeri che attestano la delittuosità. Calano i reati contro la persona, i furti e le rapine. Non abbassiamo la guardia, consapevoli che la crisi economica ed occupazionale ed il disagio sociale possono determinare un’inversione dell’attuale tendenza»

Avere una divisa non significa essere immuni al virus: cosa si sente di dire ai suoi uomini in prima linea? «Il colloquio tra chi ha la responsabilità della gestione dei reparti ed i singoli carabinieri che operano sulla strada è costante. So di poter contare, senza riserva alcuna, su una grande squadra, fatta di uomini e donne in divisa che non ho mai visto esitare, neanche in questo difficile momento, ad esporsi a rischi pur di continuare ogni giorno a vestire l’uniforme e dare il loro incondizionato contributo per la sicurezza ed il benessere della comunità che ci è affidata. Siamo certamente consapevoli di tutti i pericoli connessi all’attuale fase espansiva del contagio, per questo abbiamo adottato e verifichiamo ogni giorno l’adeguatezza di stringenti misure di prevenzione, sia all’interno dei nostri uffici che nel corso dei servizi esterni. La tutela della salute dei nostri carabinieri è una priorità assoluta».

In queste ore la pubblicazione di un nuovo decreto, nuove restrizioni e tante rivolte: un appello ai cittadini?  

«Purtroppo siamo in presenza di un nemico invisibile ed estremamente insidioso, che possiamo sconfiggere soltanto attenendoci, tutti quanti, alle regole che vengono in questo momento imposte a tutela della nostra salute. Le norme di comportamento che tutti ormai conosciamo sono poche e semplici, ma essenziali. Ben prima del nostro controllo, il buon senso e il rispetto per il prossimo e per i nostri cari deve indurci ad osservarle. Le proteste, sacrosante in una nazione democratica, diventano solo dannose nel momento in cui sfociano in violenze. Noi stessi siamo sempre presenti, come avete visto anche nelle ultime occasioni che hanno riguardato il nostro territorio, proprio per garantire questo: che sia garantita la libertà di espressione, e al tempo stesso la salute delle persone, dei beni pubblici e della proprietà privata».

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