Forza Italia vuole due assessori, il sindaco dice no. Crisi e tensioni a Boscoreale, Diplomatico rischia

Pasquale Malvone,  

Forza Italia vuole due assessori, il sindaco dice no. Crisi e tensioni a Boscoreale, Diplomatico rischia

L’ultimatum degli “azzurri” si infrange contro il muro eretto dal sindaco Antonio Diplomatico, che non indietreggia di un passo. E’ quanto emerso nel corso di un summit che il primo cittadino ha tenuto con Annarita Patriarca, capogruppo regionale di Forza Italia. Nel corso del faccia a faccia – a distanza di sicurezza -, la Patriarca ha sostenuto e perorato le richieste avanzate dal gruppo consiliare formato da cinque consiglieri comunali, capeggiati da Massimiliano Zecchi. E proprio il mutato scenario politico in seno alla maggioranza, avrebbe legittimato i “forzisti” a rivendicare ben due assessori. Diplomatico, che non ha confermato né smentito, sarebbe stato irremovibile: i patti pre-elettorali non si cambiano. La controfferta, dunque, rimane quella di un solo assessore. In buona sostanza, le richieste dei cinque consiglieri sono state giudicate inaccettabili e bocciate. Il golpe “forzista” rischia di saltare. Forte del sostegno di quattro consiglieri (Branca, Cirillo, Federico e Sergianni), Zecchi sta lavorando da settimane per assestare il colpo d’autunno. Con una sola mossa, infatti, ribalterebbe gli equilibri della coalizione, diventando la prima forza consiliare davanti al Partito Democratico. Qui, invece, sembra sia tornato il sereno. Ad alzare la voce e rimettere tutti in riga, è stato il capogruppo regionale Mario Casillo. Il “pater familias” ha convocato i suoi per un summit, dove sono stati discussi e chiariti i malumori che serpeggiavano da settimane. Una lotta intestina, l’uno contro tutti, che aveva rivelato debolezze e intrighi di palazzo. A guidare la rivolta contro Gaetano Campanile e l’assessore Ida Trito – quest’ultima in cerca di una riconferma – è Antonio Di Somma, presidente del consiglio comunale, insieme ad Adriana De Falco e Luca Giordano, e con Michele Vaiano che sarebbe pronto ad un appoggio esterno. Se sia scoppiata la pace, lo si vedrà nelle prossime ore. Cosa accadrà ora? La posizione del sindaco non è certo tra le più comode. Con cinque consiglieri sul piede di guerra, pronti a far saltare la stessa amministrazione, la tensione è alle stelle. Nel mezzo la poltrona vacante lasciata dall’assessore D’Aquino, dimessosi da tempo e mai rimpiazzato.

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