Poche ambulanze e caos ospedali: la paralisi del 118

Tiziano Valle,  

Poche ambulanze e caos ospedali: la paralisi del 118

Castellammare. «L’emergenza Covid-19 determina notevoli ritardi ed a volte il mancato espletamento degli interventi sul territorio». Con poche righe – indirizzate ai vertici dell’Asl Napoli 3 Sud e a tutti i direttori sanitari degli ospedali della provincia – il personale della Centrale Operativa del 118 alza bandiera bianca. I soccorsi da San Giorgio a Cremano fino a Sorrento non sono garantiti. Contattare un’ambulanza non significa avere la certezza di vedere medici e infermieri arrivare ad aiutare chi sta male.

E’ uno degli effetti più devastanti della pandemia, perché ogni giorno si rischia che qualcuno possa morire in casa o per strada.Un momento difficile, drammatico, che ha tante cause e alcune sono sintetizzate proprio nella lettera firmata dal personale della Centrale Operativa del 118. Chi al telefono è chiamato a rispondere alle richieste di soccorso vuole sapere «in base al criterio paziente Covid sì, paziente Covid no, in quale pronto soccorso aziendale devono essere indirizzate le ambulanze».

Una richiesta esplicita quella che arriva dagli operatori perché oggi non si ha certezza di quali sono i posti letto a disposizione e soprattutto se un pronto soccorso può ricevere un paziente che ha bisogno di assistenza. Secondo la Centrale Operativa del 118 già questa semplice indicazione basterebbe «per ottimizzare i tempi del soccorso evitando lo stazionamento dei mezzi fuori dagli ospedali».

Una situazione che è scoppiata in tutta la sua evidenza domenica scorsa all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia e qualche ora dopo davanti al pronto soccorso del presidio di Sorrento.I ritardi nell’assistenza, inoltre, stanno generando anche l’esasperazione dei cittadini che rivendicano un diritto alla salute che mai come in questo momento sembra essere messo in discussione: «Sempre più spesso si sta verificando che i familiari dei richiedenti soccorso vengano in centrale operativa minacciando il personale in servizio», racconta chi tutti i giorni è chiamato al front office dell’assistenza.

Gli operatori provano a individuare anche qualche soluzione in particolare per quanto riguarda le sanificazioni dei pronti soccorso «che al momento varia al variare del personale di turno», mentre sarebbe fondamentale «conoscere i tempi che occorrono per la sanificazione dei locali». In tal senso la centrale operativa del 118 propone «di far dotare ogni postazione di un sanificatore del tipo in uso a quello del polo ospedaliero di Castellammare di Stabia che sanifica in 10-15 minuti».

Un problema, quello delle sanificazioni, che riguarda anche le ambulanze perché «non è uniforme per le varie società ed a volte arriva a durare delle ore distogliendo dal servizio unità necessarie per molto tempo, determinando che un numero elevati di richieste di soccorso attendino ore per essere espletate».Una situazione che si riflette inevitabilmente sui cittadini. Ogni giorno si moltiplicano le segnalazioni di persone che hanno chiesto l’intervento di un’ambulanza per un proprio caro, ma è stato costretto ad attendere ore prima dell’arrivo del mezzo di soccorso. Appena domenica scorsa un cittadino di Gragnano, Vincenzo Verdoliva, è deceduto a causa di un’ischemia dopo aver atteso l’arrivo di un’ambulanza per almeno tre ore, così come raccontato dai suoi familiari.Un rischio che purtroppo si corre ogni giorno tra i comuni di competenza dell’Asl Napoli 3 Sud dove ormai i soccorsi non sono più garantiti a causa dell’enorme mole di lavoro a cui sono sottoposte le ambulanze e l’aumento esponenziale dei contagi in tutta la provincia che stanno aggravando una situazione già complessa. Un quadro nel quale purtroppo ha la sua incidenza anche l’affollamento nei pochissimi pronti soccorso rimasti aperti.

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