Poggiomarino, il virus scatena la crisi politica: bufera su Falanga

Andrea Ripa,  

Poggiomarino, il virus scatena la crisi politica: bufera su Falanga
Il sindaco Maurizio Falanga

Poggiomarino. L’epilogo tra i veleni del consiglio comunale che ha inaugurato l’era Falanga ha scatenato la prima grande polemica in municipio. La decisione di non discutere la proposta del centrosinistra di «istituire una commissione consiliare per affrontare i provvedimenti da prendere per l’emergenza Covid e coinvolgere medici e forze dell’ordine all’interno della stessa» ha lasciato dietro di sé uno strascico di accuse che ancora oggi infiamma il dibattito politico in città. E non sono mancati i colpi di scena, con le dimissioni in serata dal Coc dell’esponente della minoranza Guerrasio, rappresentante dei medici di base.

Con una nota i sei consiglieri della minoranza si dicono «preoccupati perché i contagi aumentano, la gente è in difficoltà e questa gestione lascia perplessi. Chiediamo all’amministrazione comunale di mettere da parte le polemiche e fare presto». Al vaglio della maggioranza pendono ancora le richieste sul dilazionamento della Tari e sui contributi ai commercianti. «Di cui non abbiamo novità», sentenziano sempre i sei esponenti dell’opposizione.

Ma a fare discutere è anche un altro aspetto della gestione dell’emergenza sanitaria da parte della squadra di governo poggiomarinese. Nicola Guerrasio, consigliere di minoranza, è stato recentemente inserito nel Coc. Ma da giorni non si tengono smmit. «Ho accettato l’invito del sindaco a entrare nel centro operativo comunale perché da medico ero e resto convinto di potere dare un contributo nella lotta a questa terribile emergenza con idee e proposte, con il confronto istituzionale. Ma da venerdì, tramite pec, ho chiesto al primo cittadino la convocazione del coc senza ricevere alcuna risposta», ha spiegato il leader del gruppo Rete Civica.

Invettive a cui ha risposto dall’isolamento domiciliare il sindaco Maurizio Falanga, che aveva già provato a spiegare i motivi della mancata discussione in consiglio comunale della proposta della minoranza messa all’ordine del giorno e poi finita al centro delle polemiche. «La commissione richiesta dalla minoranza non è altro che una duplicazione del Centro Operativo», ha fatto sapere il primo cittadino. «Peraltro la commissione richiesta è una commissione di indagine e studio, due elementi di cui in questo momento non si ravvisa la necessità. E peraltro va richiesta secondo dei canoni precisi stabiliti dal regolamento del consiglio comunale, per nulla rispettati dalla minoranza. Così come formulata, la proposta è inammissibile nè è possibile votarla».

Sulla mancata convocazione del Coc spiega: «Per quanto attiene al funzionamento del C.O.C., esso è costantemente attivo e quindi convocato ad oltranza, quasi un presidio fisso durante l’intera durata della giornata. Di persona e da remoto. Tutti collegati e al lavoro per venire incontro alle esigenze dei cittadini. Diverso invece il discorso per i titolari delle funzioni di supporto, solo eventualmente convocati. – dice – Non possiamo ammettere che si montino polemiche politiche mascherate da altro. La vicenda Covid è gestita male». In serata l’annuncio di Guerrasio che ha presentato le dimissioni dal Coc: «Sono rammaricato, il mio intento era quello di dare un contributo alla comunità. Mi sono trovato al centro di sterili polemiche da parte del sindaco. Pensavo che su temi del genere le strumentalizzazioni restassero da parte».

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