Carlo, infermiere anti Covid al San Leonardo: «Sei mesi sprecati senza far nulla, siamo al collasso»

Tiziano Valle,  

Carlo, infermiere anti Covid al San Leonardo: «Sei mesi sprecati senza far nulla, siamo al collasso»

«Siamo al collasso totale, sono stati sprecati sei mesi per prepararci alla seconda ondata del Covid-19». Carlo Balzamo sindacalista Cisl e dipendente dell’Asl Napoli 3 Sud non utilizza mezze misure per definire la situazione. Nella prima fase della pandemia, Balzamo è stato tra gli operatori sanitari contagiati ed è stato costretto a un lungo ricovero al Covid Hospital di Boscotrecase. Allora lavorava come infermiere nel reparto di Medicina d’Urgenza dell’ospedale San Leonardo, adesso invece è in servizio nella Centrale Operativa del 118.

Balzamo, sta diventando difficile gestire le richieste di soccorso.

«C’è un sovraccarico di chiamate e spesso le ambulanze restano in coda ai pronti soccorso per ore prima di poter sbarellare. Stiamo denunciando questo disagio già da giorni».

E’ l’unica difficoltà che riscontrate?

«No, le lunghe attese spesso dipendono dalla sanificazione dei mezzi di soccorso perché vengono usati principalmente per il trasporto di pazienti Covid».

Come state vivendo questa situazione?

«Il personale della Centrale Operativa è vittima di un sistema che ormai dà segni di totale blackout e spesso anche dell’esasperazione dei pazienti che, in preda al panico, aggrediscono verbalmente e fisicamente il personale».

E’ vero che non si possono assicurare i soccorsi?

«Il problema è che ormai sono saltati tutti i protocolli».

Bisognava organizzarsi meglio?

«Quello che stiamo vivendo oggi ha dell’inverosimile, perché purtroppo la seconda ondata era prevedibile ma sono trascorsi mesi senza prendere alcun tipo di provvedimento».

Di chi è la responsabilità?

«La Direzione Strategica dell’Asl Napoli 3 Sud dovrebbe interrogarsi su ciò che non è stato fatto e magari, anche se in ritardo, cominciare a intervenire per garantire la continuità assistenziale del servizio di emergenza territoriale. Posso aggiungere una cosa?».

Certo.

«Nei giorni scorsi ho inviato un messaggio anche al sindaco di Castellammare di Stabia, chiedendogli d’intervenire. Gli ho spiegato quali sono i problemi, a partire dall’Usca che dovrebbe garantire l’assistenza ai pazienti Covid, ma ormai è completamente assente sul territorio. La politica deve far sentire la sua voce per difendere i cittadini».

A suo avviso, di cosa c’è bisogno in questo momento?

«Servono al più presto ospedali Covid che garantiscano anche il pronto soccorso, altrimenti la situazione diventerà sempre più critica».

E pagarne le spese saranno i cittadini.

«In particolare i pazienti affetti da Covid, che rischiano di essere abbandonati al loro destino».

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