Castellammare, la rabbia di Cimmino: “Noi sindaci mandati allo sbaraglio”

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Castellammare, la rabbia di Cimmino: “Noi sindaci mandati allo sbaraglio”

Ai commercianti stabiesi, mentre ancora indossava la fascia tricolore, ha annunciato che avrebbe chiesto la zona rossa. Scotta la poltrona da sindaco di Gaetano Cimmino, nella città che in provincia di Napoli continua a macinare record di positivi ogni giorno.

Sindaco Cimmino, Castellammare vive giorni di grandissima sofferenza, messa a dura prova dal Covid. Il Governo sta a Roma, la Regione sta a Napoli. E il sindaco?

«Sta a Palazzo Farnese, a Castellammare. E vive una situazione di disagio perché oggi il cittadino trova nella figura del sindaco un punto di riferimento, una speranza alla quale aggrapparsi rispetto all’emergenza. Il governo scarica sulla Regione e la Regione sui sindaci. Ma noi non abbiamo alcun potere davanti a una crisi emergenziale sanitaria e socio economica senza precedenti».

C’è una drammatica crisi sanitaria e un situazione economica preoccupante.

«La nostra città ha tessuto sociale che è compromesso normalmente, figuriamoci ora che veniamo da un lockdown durato due mesi e mezzo, una situazione drammatica con attività commerciali messe in ginocchio. Oggi avrebbe dovuto attivarsi il Governo con procedure di sostegno a fondo perduto nei confronti di quelle attività che non si sono sollevate. Invece non vediamo nulla di tutto ciò»

Castellammare vive un momento drammatico con casi che aumentano a vista d’occhio. Si è chiesto perché?

«Secondo me dopo la chiusura del primo lockdown quando abbiamo riaperto il Governo ha dato la sensazione che tutto fosse passato. Regioni riaperte, viaggi, contatti tra i familiari hanno fatto capire alla gente che era tutto finito anche dal punto di vista sanitario. La gente ha acquistato sicurezza verso le istituzioni e verso la sanità: ma forse le cose non stavano proprio così».

Intanto siamo in piena seconda ondata.

«Ci è piovuta addosso come uno tsunami. Matrimoni, feste abusive, oggi invece la realtà amara e delle ambulanze in coda fuori all’ospedale San Leonardo e la sofferenza del malato che aspetta i soccorsi ma deve fare i conti con l’inadeguatezza delle nostre strutture sanitarie».

Lei che misure ha predisposto?

«Quello che potevo fare da sindaco: Ho interdetto la villa comunale, sospeso mercati rionali, chiuso attività distruzione bevande self service. Da qui a 10 giorni mi confronterò con De Luca per capire se il trend di Castellammare è in linea con la Regione per mettere in campo iniziative ancora più drastiche».

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