Lazzaro, dalla trincea anti-Covid alla morte per infarto. Lutto a Terzigno per la morte del 55enne

Andrea Ripa,  

Lazzaro, dalla trincea anti-Covid alla morte per infarto. Lutto a Terzigno per la morte del 55enne

Due giorni fa aveva ricevuto l’esito del tampone. Negativo al Covid dopo quasi due settimane di calvario passate con l’angoscia di avercontratto il virus sul lavoro e aver infettato anche i suoi familiari. Un malore improvviso nella notte se lo è portato via. Lazzaro Pagano, 55 anni di Terzigno, è morto per un infarto dopo aver battuto il Covid. Autista di ambulanze per l’ospedale di Boscotrecase prima e per il San Leonardo di Castellammare poi, ha speso gli ultimi mesi a combattere il Coronavirus in prima linea. Tante le persone soccorse e trasportate da un ospedale all’altro, molti anche nelle barelle di biocontenimento. Richieste di aiuto a cui non si è mai tirato indietro. Neanche nei momenti più difficili della pandemia. La seconda ondata di contagi non ha risparmiato neanche lui che qualche settimana fa, al termine dell’ennesima estenuante giornata di lavoro, aveva scoperto di essere positivo al Covid-19. Il primo pensiero ai familiari, prima che a lui, e poi l’isolamento forzato. Nell’attesa che la malattia facesse il suo decorso. Il risultato del tampone di riscontro effettuato all’inizio della settimana gli aveva dato la notizia che attendeva da tempo: finalmente negativo. Ma prima di tornare al lavoro, il cuore lo ha tradito. Un malore nella notte se lo è portato via per sempre.«Un grande uomo e un instancabile lavoratore», spiegano i colleghi. Sulle ambulanze si intrecciano le storie e le preoccupazioni di chi è costretto a guardare il virus in faccia ogni giorno. «Abbiamo condiviso tutto, pure le battaglie per avere uno spogliatoio più adeguato. Dove ci spogliamo ora è in condizioni carenti», dicono ancora. «Lo aspettavamo a lavoro, invece se n’è andato per sempre».La morte di Lazzaro Pagano ha sconvolto l’intera comunità terzignese. «Ci siamo sentiti al telefono fino a qualche giorno fa. Dovevamo mangiarci il mondo. Ti prometto che farò tutto quello che ci eravamo prefissati», le parole del primo cittadino Francesco Ranieri per ricordare il 55enne.

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