Torre del Greco, 40 assunzioni in Comune. Ma è subito scontro con i sindacati

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, 40 assunzioni in Comune. Ma è subito scontro con i sindacati
Palazzo Baronale, sede del Comune

Torre del Greco. L’amministrazione comunale targata Giovanni Palomba getta le basi per l’assunzione di 40 lavoratori – previsti dal piano di fabbisogno del personale – e si apre lo scontro con le sigle sindacali sulla «gestione» dell’intera procedura: finirà sotto la lente d’ingrandimento del prefetto Marco Valentini il verbale di riunione di delegazione trattante sottoscritto dai rappresentanti dell’ente di largo Plebiscito e dai vertici della Cgil a fine ottobre, in pieno regime di restrizioni anti-contagio. A trascinare la questione all’attenzione del prefetto di Napoli e dell’osservatorio regionale della Campania per il Covid-19 i riferimenti di Cisl, Uil e Csa – rispettivamente Giuseppe Manfredi, Giuseppe Russo e Aldo Leonardi – tutti assenti all’incontro organizzato presso l’ex orfanotrofio della Santissima Trinità e pronti a evidenziare le «anomalie» della procedura adottata dalla carovana del buongoverno uscita vincitrice dalle avvelenate elezioni del giugno 2018.

L’organico al collasso

Prima di entrare nel merito della vicenda è necessario un passo indietro. Visto l’organico ridotto – complice pensionamenti e quota cento – all’osso, l’amministrazione comunale ha previsto quaranta assunzioni nel piano di fabbisogno del personale per il 2021. Di qui, la necessità di convocare le sigle sindacali per la riunione con la delegazione trattante: un incontro organizzato per il 30 ottobre – all’indomani del Dpcm con cui il premier Giuseppe Conte vietava espressamente qualsiasi assemblea in presenza – e disertato da Cisl, Uil e Csa proprio in rispetto delle normative anti-contagio. Regole ignorate da Comune e Cgil, pronti a chiudere un accordo secondo cui il 30% delle assunzioni  – categoria C e D – doveva essere «interno» all’attuale personale: in pratica, 12 posti su 40 dovevano essere assegnati a chi già lavora presso l’ente di largo Plebiscito.

Il rischio epidemiologico

Per sottolineare la «scorrettezza istituzionale» e la violazione delle norme anti-Covid, le sigle sindacali assenti all’incontro hanno scritto una missiva in cui si contestano le modalità di organizzazione della riunione e si evidenziano gli errori commessi in materia di contrasto del contagio del virus. «è inammissibile che in un Comune come Torre del Greco, in cui si registra un numero crescente di contagi, ci si consenta il “lusso” di affrontare con leggerezza l’applicazione delle misure adottate per ridurre i casi di positività –  si legge nella missiva – Avevamo segnalato l’illegittimità di riunioni svolte in presenza, ma l’amministrazione comunale ha ritenuto opportuno andare avanti con i lavori previsti presso l’ex orfanotrofio della Santissima Trinità». Verosimilmente perché non in grado di organizzare riunioni da remoto , come previsto dalle norme anti-Covid. «A questo punto – conclude la lettera – sovviene il dubbio che ulteriori misure preventive non siano state adottate. Pertanto, si richiede una dettagliata relazione che evidenzi tutte le misure messe in campo per la prevenzione del rischio epidemiologico».

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