Torre Annunziata: l’altro tesoro di Oplonti ritornerà alla luce

Giovanna Salvati,  

Torre Annunziata: l’altro tesoro di Oplonti ritornerà alla luce

Un team di esperti a lavoro per riportare alla luce il resto del tesoro di Oplonti. Le restrizioni a causa dell’emergenza covid non frenano la campagna di scavi per mostrare alla città le meraviglie nascoste nel sito archeologico di via Sepolcri. Al team di professionisti anche il dottor Michael Thomas, Direttore dell’Edith O’Donnell Institute of Art History e il dottor Richard R. Brettell Distinguished University Chair. « Il Progetto Oplontis sta conducendo uno studio sistematico e multidisciplinare di due siti romani appena fuori la città di Pompei: la Villa A (“di Poppea”) e Oplontis B (“di Lucius Crassius Tertius”) a Oplontis entrambi nella cittadina Torre Annunziata e il progetto lo codirigo con John Clarke dell’Università del Texas ad Austin». Entrambi stanno lavorando così al progetto di recupero e alla catalogazione del materiale ritrovato e che resta ancora da studiare. Innamorati degli scavi hanno catalogato e censito tutti gli affreschi patendo dalla stanza 38 della villa A.

Intanto si procede spediti per allargare il sito archeologico e dare il via ad un nuovo progetto di scavo prevede in primis la messa in sicurezza dell’area e il sezionamento dei sottoservizi che attraversano via Sepolcri. L’obiettivo è quello di potare alla luce il resto della Villa B in primis. Ecco perché sarà chiusa via Sepolcri e sarà occupato il tratto stradale con l’obiettivo di impiantare l’area logistica e predisporre tutte le attività di indagine, verrà installato un impianto elettrico e di videosorveglianza che sarà attivo h24 per monitorare e tenere in sicurezza il cantiere.

Per la parte operativa verranno demolite le coperture esistenti del salone e tutte quelle parti di legno e calcestrutto che al momento rappresentano un portico realizzato come protezione. Per lo scavo archeologico invece è previsto un intervento a secondo delle stratigrafie e quindi saranno realizzati una serie di piani orizzontali e degli sbancamenti a step. Ovviamente un cronoprogramma che potrebbe anche cambiare in base a quello che poi gli archeologici troveranno. L’area però di interesse dello scavo si trova a lato ovest della villa di Poppea e coinvolge una serie di ambianti che includono apparati decorativi parietali e pavimentali, una serie di elementi lapidei e un calco. Proprio su questo, gli esperti della Soprintendenza, hanno infatti espresso una serie di perplessità e nel progetto depositato scrivono «si riscontrano fenomeni di degrado macroscopici di natura fisico-chimica» tipici però dei siti archeologici.

 

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