Crisi e restrizioni, famiglie in difficoltà: a Castellammare aumentano le richiesta d’aiuto alle parrocchie

Tiziano Valle,  

Crisi e restrizioni, famiglie in difficoltà: a Castellammare aumentano le richiesta d’aiuto alle parrocchie

Aumentano giorno dopo giorno le richieste di aiuto al Comune e alle parrocchie da parte di famiglie che necessitano di beni di prima necessità. La seconda ondata dell’emergenza pandemica sta riproponendo con insistenza un problema che già si era avvertito durante il primo lockdown, quando tutte le parrocchie di Castellammare di Stabia e la stessa amministrazione furono costrette a dar vita a una vera e propria gara di solidarietà per soddisfare le richieste di aiuto.Attualmente ci sono 650 famiglie già inserite nelle liste dell’Ambito 27 che, attraverso le varie misure anti-povertà introdotte da Governo e Regione negli ultimi anni, cerca di assicurare cibo, medicinali e prodotti per l’igiene, soprattutto dei bambini. Mentre sono difficili da quantificare le famiglie aiutate dalla chiesa, anche perché spesso dipende dai momenti. Durante il lockdown aumentarono in modo esponenziale e quasi tutte le parrocchie si ritrovarono costrette a gestire decine di richieste, con punte di oltre 150 famiglie da aiutare nel centro antico.Sbalzi che spesso dipendono dal lavoro nero: operai che vengono impiegati alla giornata in ditte edili, aziende, officine; garzoni di bar e ristoranti senza contratto; parcheggiatori abusivi. Un’economia sommersa che consente di andare avanti a migliaia di famiglie a Castellammare di Stabia in tempi normali, ma lascia tutti sospesi sul filo di una povertà che si affaccia minacciosa in tempi di pandemia e restrizioni.Il reddito di cittadinanza che pure conta poco più di 2.700 beneficiari in città, non è riuscito a sconfiggere la povertà, con buona pace del ministro agli Esteri Luigi Di Maio. Anche perché l’emergenza pandemica quest’anno ha fatto saltare anche il sistema del sussidio di disoccupazione – durante i mesi invernali – per migliaia di persone che lavorano con i contratti stagionali.Nei giorni scorsi il tema è stato affrontato anche a Palazzo Farnese, nel corso di una riunione della terza commissione consiliare che ha deciso di sbloccare contributi diretti (tipo buoni spesa) che saranno gestiti direttamente dalle chiese, ma basteranno per aiutare al massimo 150 famiglie. Così, nell’ambito della stessa commissione, si è deciso di rimettere in moto nuovamente anche la macchina della solidarietà. «Grazie all’impegno dei servizi sociali, dell’assessore alle Antonella Esposito e della terza commissione consiliare presieduta da Sabrina Di Gennaro, si riparte subito con il Carrello Solidale – ha spiegato nella giornata di ieri il sindaco Gaetano Cimmino, che ha aggiunto – Sarà possibile acquistare prodotti a lunga conservazione nei supermercati aderenti all’iniziativa e lasciarli in un carello posizionato all’uscita. Un gruppo di operatori volontari si occuperà, di volta in volta, del ritiro e dello smistamento dei prodotti alle famiglie in difficoltà».Un sistema che ha funzionato nella prima fase dell’emergenza, anche grazie al sostegno di molte imprese che hanno messo a disposizione beni di prima necessità, e si spera possa funzionare ancora.

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