Pranzi, alberghi e spese di viaggio: l’ex prefetto presenta il conto al Comune di Pompei

Salvatore Piro,  

Pranzi, alberghi e spese di viaggio: l’ex prefetto presenta il conto al Comune di Pompei

Spese di viaggio per voli Milano-Pompei, o per più brevi spostamenti in taxi. Alloggi in camera presso due alberghi di Napoli e uno invece cittadino. Ancora i costi per alcuni pasti, fino a 50 euro, consumati al ristorante o in pizzeria. L’ultimo commissariamento, insomma, è costato caro alle casse del Comune di Pompei. Ammonta infatti a 2mila 683 euro la cifra dell’ultimo rimborso delle spese sostenute complessivamente, nei soli mesi di settembre e ottobre del 2020, dall’ex commissario prefettizio, Santi Giuffrè, e dal sub-commissario, Marco Serra. Tutto lecito e certificato, sia chiaro, i rimborsi spettano. Sono previsti da una legge del 1995, che stabilisce fino a 30 euro il limite massimo del rimborso per un pasto; poi da due altre leggi, stavolta più datate, che “determinano in un settimo del carburante al litro” il rimborso dovuto per distanza chilometrica dalla sede di residenza per gli spostamenti in auto. Tuttavia in periodo di emergenza sanitaria, della feroce pandemia e del coronavirus, che mandano sul lastrico intere famiglie e imprenditori cittadini, la pesante determina di rimborso – che verrà imputata a un apposito capitolo di spesa relativo al nuovo bilancio di previsione – sembra quantomeno stridere con il buon senso comune, le difficoltà dei lavoratori già spediti in Cig pur di tirare a campare. All’ex commissario Santi Giuffrè, per gli ultimi due mesi di lavoro svolto presso il Comune di Pompei, saranno rimborsati circa duemila euro. Il contro è presto fatto: 737 per spese di alloggio, 1.023 euro per spese di viaggio, 251 euro, infine, sono dovute per il vitto causa trasferta. Più morigerato, invece, il conto “presentato” alle casse del Comune dal sub-commissario Marco Serra: 210 euro per spese di alloggio, 152 euro per il vitto, 68 euro per spese di pedaggio autostradale e 212 euro per rimborso chilometrico “per l’utilizzo di auto propria” che era stato preventivamente autorizzato dalla Prefettura. E’ tutto scritto, nero su bianco, nell’ultima determina dirigenziale che adesso impegna il Comune di Pompei per oltre 2mila euro. Ma non è tutto. Ai commissari prefettizi spetta il rimborso delle spese sostenute. Agli ex sindaci va invece corrisposta una corposa indennità di fine mandato. Così, spulciando tra le recenti carte ufficiali emesse dalla segreteria comunale di Pompei, si scopre che l’ex sindaco del Partito Democratico, Pietro Amitrano, in virtù dei 32 mesi trascorsi a partire dal 2017 e fino allo scorso 13 febbraio come primo inquilino del Municipio con sede in piazza Bartolo Longo, spettano ancora 7mila 540 euro. E’ questa infatti la cifra della sua indennità di fine mandato: un incarico conclusosi definitivamente, e in maniera burrascosa, lo scorso 13 febbraio, dopo la sfiducia votata la sera prima da 11 consiglieri comunali – tra cui otto consiglieri della maggioranza – e il successivo necessario periodo di commissariamento del Comune di Pompei.

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