Turris, presidente e sindaco litigano sullo stadio. E il Liguori diventa «parcheggio privato» sotto gli occhi della polizia

Alberto Dortucci,  

Turris, presidente e sindaco litigano sullo stadio. E il Liguori diventa «parcheggio privato» sotto gli occhi della polizia
L'area «parcheggio» dello stadio Liguori

Torre del Greco. Il day after la pesante sconfitta della Turris con il Potenza tiene banco la querelle a colpi di comunicati tra il sindaco Giovanni Palomba e il patron corallino Antonio Colantonio sulla convenzione per la gestione dello stadio Amerigo Liguori. Ma a tenere banco tra gli abitanti degli stabili a ridosso dell’impianto comunale è la trasformazione dell’area a ridosso degli vecchi spogliatoi in una sorta di «parcheggio privato» per i calciatori e i tesserati della società guidata dal «signore dell’alluminio». In occasione di ogni gara della Turris, sia interna sia esterna, la zona in prossimità della tribuna – recintata e chiusa da un cancello – viene puntualmente invasa da una ventina di auto, con buona pace delle elementari norme di sicurezza. Il tutto a dispetto dell’ingente numero di forze dell’ordine – sia i vigili urbani chiamata a «regolare» la viabilità a ridosso dello stadio sia gli agenti di polizia deputati all’ordine pubblico – messe in campo a ogni incontro, a dispetto dell’assenza dei tifosi «tagliati fuori» dal dpcm varato dal governo per contrastare la diffusione del Covid-19. «Abbiamo segnalato in varie occasioni i pericoli provocati dalla sosta dei veicoli, a volte perfino notturna, all’interno dello stadio comunale – denunciano gli abitanti del quartiere «affacciato» sull’impianto sportivo – Ma nessuno, fino a oggi, si è mai preoccupato di procedere a una puntuale verifica anche a salvaguardia della pubblica e privata sicurezza». E intanto il sindaco e il patron dei corallini continuano a litigare per i 40.000 euro di canone – in pratica, meno di 3.500 euro al mese – fissato dall’amministrazione comunale per concedere alla Turris la gestione dello stadio Amerigo Liguori.

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