Castellammare. Le infermiere del San Leonardo: «Qui è una guerra, i negazionisti vengano in corsia

Tiziano Valle,  

Castellammare. Le infermiere del San Leonardo: «Qui è una guerra, i negazionisti vengano in corsia

«Aiutateci a non mollare e abbiate un po’ di coscienza». Due appelli, a distanza di poche ore, firmati da due giovani infermiere che lavorano nel pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo. Professioniste che garantiscono l’assistenza ai malati, spesso accompagnandoli fino all’ultimo respiro, e poi tornano a casa magari incrociando i volti di persone che sorridono, si ritrovano in strada, magari in comitiva fuori a un locale o in piazza.

 

Le infermiere che il dramma del Covid-19 lo stanno vivendo da dentro sanno cosa significa contrarre il virus e a quali conseguenze può portare. E in tempo di pandemia e ospedali al collasso anche scrivere un post sulla bacheca social di un presidio come il San Leonardo può servire a sensibilizzare. Soprattutto se quelle testimonianze arrivano a toccare le corde del cuore. «Vi farei guardare gli occhi, che mi spaccano il cuore in mille pezzi, di chi ha paura di non farcela – racconta Martina Pontedoro – Gli occhi che piangono dietro quelle maschere. Vi farei guardare i volti sfregiati dalle maschere troppo strette, stringere quelle mani e vi vorrei far provare tutto quello che provo, mentre sussurrano: “aiutami, ti prego”, “quanto mi rimane?”, “preferisco morire”».

 

Frasi di disperazione pronunciate dagli ammalati e affidate a infermiere che cercano in ogni modo di non farli sentire soli: «Più di tutto vi farei provare l’impotenza, perché ad un certo punto nessun tentativo vale più, non funziona più nulla e rimaniamo lì ad aspettare la fine, prendendocene cura fino all’ultimo battito e respiro».

 

«Vorrei solo che iniziaste a crederci davvero – conclude Martina – Perché il Covid non aspetta, arriva e stravolge».

 

Parole che vengono confermate anche da un’altra collega, Rosa Guarracino: «Continuo a vedere fotografie di persone vicine, senza distanza. Io lavoro in ospedale e vi posso dire che la gente muore di Covid – scrive sulla pagina Facebook del San Leonardo – Anziani e giovani piangono ed hanno paura. Ti guardano negli occhi e ti si spezza il cuore perché chiedono “aiuto” e tu più di quello non puoi fare». Rosa si scaglia contro i negazionisti che continuano a infestare i social raccontando di strampalati complotti o di un virus che non sarebbe poi così letale: «Sappiate che muoiono anche i cinquantenni, ma nemmeno questo vi ferma, finché non sono vostra madre e vostro padre – continua l’infermiera – Noi ci stiamo ammalando per voi, alcuni colleghi non ce l’hanno fatta. Stiamo diventando sempre di meno, siamo saturi, anche noi siamo umani e non ce la facciamo più. Aiutateci a non mollare e abbiate un po’ di coscienza».

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